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Decido di fermarmi a comperare qualcosa per cena. Entro nel negozio di alimentari, che vista l'ora oramai tarda è deserto. Il Signor Roberto appena mi vede mi saluta "Ciao, cosa ti serve?" "Non ha niente di pronto per cena?" "Certo vuole che glielo porti a casa io? Fra poco chiudo e devo passare proprio davanti a casa sua" "Va bene mi fido di lei" Vedo il sorriso sul volto del signor Roberto, forse ha già in mente qualcosa ed io sono ben predisposta ad accettare tutto, In casa decido di non cambiarmi e di aspettare l'arrivo dell'uomo con indosso questo mini abito molto provocante. Sono seduta sul divano a guardare la televisione per ingannare l'attesa quando finalmente suona il campanello. Apro e torno a vedere la tv aspettando che Roberto entri "Ecco la tua cena" "Si accomodi" Entra ma non è solo, con lui ci sono anche il fioraio e il portiere "Ah siete venuti in tre per portarmi la cena" "No siamo venuti in tre per divertirci un po con te" "Avete sempre voglia di scherzare, sedetevi che vi prendo un aperitivo" mi alzo passando davanti a loro "Che minigonna che abbiamo stasera, è un vero spettacolo" "E come le piace farsi guardare, guardate come muove quel culo" "E' veramente una gran porca" "Che le piace farsi guardare oramai non è più un segreto vero Giovanna?" Con i bicchieri in mano tornando verso di loro "Si oramai lo sapete che amo il sesso e che questo ha il sopravvento su tutte le mie altre emozioni" Porgo loro l'aperitivo e mi siedo sulla poltrona davanti al divano occupato dai tre uomini "Scommetto che hai voglia di scopare vero?" "Se dicessi di no vi direi una bugia ma sapete anche che amo farlo con calma . Amo troppo i prelimininari, è quella la cosa che mi eccita maggiormente" "Lo sappiamo che ti piace essere trattata come una troia" Accavallo le gambe permettendo ai loro occhi di intravedere sino alla fine delle calze autoreggenti. "Stai a gambe aperte facci vedere bene quelle coscie" "Come volete" Allargo le gambe " Che ne dici di andare a casa di un mio amico" "E la cena?" "Mangeremo dopo qualcosa , allora telefono subito" Lo vedo formare un numero di telefono e dopo poco iniziare a dialogare con suo amico " Arriviamo fra dieci minuti, prepara tutto, puoi stare sicuro che ci divertiremo, ama tutto del sesso,.....come si eccola te la passo.......Vuol parlare con te" "Buonasera" "Buonasera" "Mi hanno detto che sei una gran fica e, cosa più importante, che sei molto troia, sei sicura di saper accettare tutto?" "Sinora ciò che mi è stato proposto mi è sempre piaciuto" "Bene vedremo se anche stasera ti divertirai" In macchina mi siedo fra il salumiere ed il portiere mentre il fioraio davanti da solo, è impegnato a portarci dal suo amico " llarga le cosce voglio sentire se sei già bagnata" "Certo che lo sono" e prendendogli la mano la guido sino alle mutandine oramai zuppe dei miei umori. Il portiere prende l'altra mia mano e se la porta sui pantaloni all'altezza del cazzo che sento duro da scoppiare. Inizio a carezzarlo da sopra la stoffa dei pantaloni mentre il salumiere riserva lo stesso trattamento alla mia fica che sembra sciogliersi. Arriviamo di fronte ad un cancello che come d'incanto si apre per far passare la macchina. Ci ritroviamo in un parco ed in fondo ad un lungo viale illuminato una villa molto bella. Scendiamo un uomo ci aspetta sulla porta mi guarda "E' questa la troia di cui mi avete parlato?" "Si è lei "Rivolgendosi a me "Come ti chiami?" "Giovanna" "Bene ora prima di entrare dammi le tue mutandine, è il prezzo che devi pagare per accedere alla villa" "Ma....""Niente ma toglile" Lentamente le mutandine scendono sino a scivolar via dai piedi, gliele porgo "Eccole" "Adesso puoi entrare" Appena entrata mi viene fatto cenno di seguire un uomo che deve essere il cameriere, questo mi fa accomodare in una stanza con un grande armadio e le pareti tutte di specchio "Deve cambiarsi, troverà l'occorrente nell'armadio, i signori l'attendono nel salone dietro quella porta" Inizio a spogliarmi in sua presenza. Apro l'armadio. Vi è un abbigliamento tutto in pelle di ogni foggia e taglia. Scelgo un corpetto di pelle nera, una gonna corta aperta completamente sui lati e degli stivali neri alla moschettiera dai tacchi vertiginosi. L'uomo mi aiuta ad indossare il corpetto stringendo in maniera molto forte i lacci, quasi togliendomi ogni possibilità di respirare. Mi guardo allo specchio sono terribilmente eccitante la mia figura ha assunto nuove forme, la vita come d'incanto snellita mette in risalto i seni sostenuti e lasciati liberi dal corpetto. Le gambe valorizzate dall'altezza dei tacchi sono completamente visibili grazie agli spacchi della gonna che arrivano sino alla vita. Sono pronta. Apro la porta, ad attendermi seduti su di un comodo divano ci sono i quattro uomini. Faccio il mio ingresso nella sala "Vieni avanti, cammina davanti a noi, facci ammirare il tuo corpo" E' il padrone della villa che parla Inizio ad ancheggiare per la stanza "Muovi di più quel culo troia, devi farci venire il cazzo duro solo camminando" Accentuo il mio ancheggiare, mi piace sentire gli sguardi di quegli uomini sul mio corpo. Passo vicina a loro, nessuno mi tocca ed io rimango un po' delusa. L'uomo che mi ha aiutata a vestirmi entra nella sala con uno strano sgabello alla cui sommità è fissato un grosso vibratore. Mette lo sgabello al centro della sala di fronte al divano dove sono seduti i quattro. "Se sei stanca puoi riposarti" Guardo nuovamente lo sgabello il grosso vibratore è lubrificato lo vedo luccicare alla luce della sala, mi avvicino lentamente, inizio a carezzare il grosso fallo, mi fletto verso di esso per baciarlo e donare al tempo stesso la visione del mio culo nudo a quegli sguardi che non hanno smesso di seguirmi sino dal mio ingresso in questa stanza "Siediti" Mi volto e lentamente mi calo su quel palo di caucciù che penetra progressivamente nella mia intimità. Una volta seduta il servitore mi si avvicina e tramite una leva che non avevo visto inizia ad alzare lo sgabello sino a quando i miei piedi non hanno più appoggio in terra. Il vibratore è totalmente dentro di me "Sandro togli la gonna alla signorina, e tu allarga bene le cosce" Ci apprestiamo entrambi ad obbedire agli ordini perentori che ci sono stati impartiti. Sono offerta completamente alla loro vista, le mie gambe oscenamente divaricate ed il mio pube rasato facilitano notevolmente la visione della mia vagina dilatata al massimo per ricevere in se quel magnifico olisbo. "Giovanna, stai comoda?" "Mhh... siii gra...zie..." "Vorrei conoscerti meglio, ti va di parlarmi un po' di te?" "Co...me vuo...le .......lei" "Vuoi che ti faccia delle domande o preferisci essere tu a raccontarmi tutto" "Pref...eri...rei ....delle......doma....nde" "Come mai delle domande?" "Non.... sono.....molto ....luci..daaaaaa in questo......mo...mentoooo" "Ok vada per le domande. E' molto che pratichi il sesso estremo?" "No.... da quando ho conosciu....to il signor .....Pa...tri...zioooo" "Dimmi come è successo" "Ho...iniziato a .....fare la ....ca..meriera.....al suo servizio...lui ...gradualmente mi ha ......fatto conoscere il sesso.....in tutte le sue ...sfamature.....sino ad arrivare all'esibizionismo e ......ai rapporti..... con più uo...mi...niiiiiii" "E a te piace veramente esibirti, farti vedere da un gruppo di uomini" "Mooooltissssimoooooo" Nel frattempo l'uomo dietro a me aveva iniziato a solleticarmi la schiena, facendomi muovere su quel palo che era dentro di me e scatenando un progressivo piacere che mi stava prendendo completamente. "Vedo che ti piace questo tipo di penetrazione" "Da.....impa...ziii..reeeeeee""Sandro abbassa lo sgabello della signorina" I miei piedi toccano nuovamente terra "Adesso muoviti da sola su quel cazzo troia" Non mi faccio ripetere l'invito e inizio un movimento sfrenato impalandomi selvaggiamente "Ci stai dando un ottimo spettacolo, ma questo non è solo che l'inizio, d'accordo con il tuo padrone rimarrai ospite presso di me per una intera settimana e ti assicuro che dopo non vorrai più andartene. Il tuo padrone ha detto che se vorrai potrai rimanere anche per sempre qui, lui verrà a trovarti regolarmente, constatando i tuoi progressi" Le mani correvano sul mio corpo sentivo solo in parte ciò che l'uomo mi stava dicendo, ero in preda a violenti orgasmi che si succedevano uno dietro l'altro con rapidità impressionante. Mi stavo torcendo i capezzoli duri come il marmo dal piacere quando la voce dell'uomo perentoria mi blocca "Fermati e scendi dallo sgabello"E' un vero supplizio abbandonare la fonte di tanto piacere ma come trasportata dal tono della sua voce mi ritrovo in piedi di fronte al loro divano. "Allarga le gambe troia" Ancora una volta obbedisco. L'uomo dietro me mi fa flettere in avanti verso i quattro uomini sino a che le mie mani non vanno a toccare terra "Adesso girati col culo verso di noi" "Guardate come è bagnata" Infatti sento il piacere che sta scendendo fra le gambe. "Sandro vuoi portarmi i vibratori? Falli vedere alla signorina" L'uomo mi mette davanti agli occhi ben sei vibratori dalle dimensioni inverosimili "Decidi quale usare maiala" Con la mano indico un vibratore nero molto grosso "Que...llo" "Dammelo Sandro" L'uomo porge il vibratore al suo padrone "Avvicinati" Indetreggio verso il divano "Allargati con le mani" Prendo le mie natiche e le separo pregustando il piacere che proverò fra pochi istanti.Sono vicinissima al divano con la testa fra le gambe riesco a vedere i quattro uomini che si sorridono "Chi vuole essere a infilzare questa maiala?" Come temevo si fa avanti il salumiere: il più porco dei tre uomini come ho già avuto occasione di conoscere "Ci penso io, voglio vederla saltare" Prende il vibratore in mano e con un movimento deciso lo infila dentro di me "Ahggggggggggghhhhhhhhhh" Mi sento lacerare tutto l'interno della vagina, sono completamente piena di quel mostruoso oggetto fallico "Lo senti troia? Lo senti come ti riempie?" "Siiiiiiiiii" "Chiedimi di muoverlo""Lo muova.... mi faccia .....godere" Inizia a fottermi violentemente alternando in me piacere e dolore gioia e sofferenza Un violento schiaffo si abbatte sul mio sedere "Ahhhhhh" mentre il fioraio alzandosi viene a prendere fra le dita i capezzoli e inizia a stringerli ed a tirali roteandoli "Mhhhhhhh" Altro schiaffo mentre il vibratore continua a penetrarmi e i capezzoli vengono torturati con sadica sapienza."Nooooooooooooooo" Due dita sono entrate violentemente nel mio ano e stanno rovistandovi dentro con un movimento circolatorio "Non ti piace?" "Pia....noooooo, vi preeegooooo" Incuranti delle ie parole continuano a farmi oggetto delle loro attenzioni, un'altro dito sta penetrando il mio ano adesso sono ben tre "Adesso scegli il vibratore per il tuo culo troia" Cerco con lo sguardo il più piccolo dei cinque rimasti ma tutti mi sembrano troppo grossi, decido per il più piccolo "Questo, ma....vi pregooo....fate piaaa...noooooo" "Dammelo Sandro" Vedo il vibratore passare di mano e piano piano avvicinarsi al mio sedere iniziare a carezzare il solco, la mia attenzione è concentrata su quel punto del mio corpo, sono quasi insensibile al godimento che sino a poco tempo fa mi donava l'altro vibratore dentro di me. Ecco inizia a forzare, l'uomo da un leggero movimento ondulatorio alla sua mano cercando di fare entrare la punta dentro di me ecco sento che sta facendosi spazio, è grosso il mio ano oppone resistenza ma l'uomo insiste "Baaaa.ssss...taaaaaaa" Un colpo secco spezza il mio grido alimentandone un'altro di estremo dolore "Aaaaaaghhhhhhh" "Adesso sei proprio piena bellezza" Mi sembra di svenire. Come d'incanto i tre uomini abbandonano il mio corpo rimettendosi seduti comodamente sul divano "Drizzati" Con uno sforzo sovrumano ritrovo la posizione eretta: sento i vibratori dentro di me che mi dilatano in maniera mostruosa. "Cammina maiala avanti cammina per la stanza" Con le gambe aperte al massimo inizio a camminare con un incedere incerto e senz'altro molto buffo. "Sembri una papera" "Guardate com'è buffa ahahah" "Perchè non provi ad andare a quattro zampe, la coda ce l'hai già" Li vedo ridere divertiti, mi eccita terribilmente essere sottomessa in questa mia esibizione: stò provando un piacere immenso. Continuo a camminare per la stanza sinchè non mi dicono di togliere il vibratore che ho nel sedere e di mettermi sul tavolo a gambe aperte, devo masturbarmi con l'altro vibratore completamente aperta in modo che loro possano vedermi nel modo migliore. Ancora una volta mi sento travolta dall'ennesimo orgasmo. "Ora facci vedere come sei bagnata troia, togli quel vibratore, vogliamo vederti la fica completamente dilatata" "Siiii guardatemi maiali" e mi apro le grandi labbra con le mani. Si avvicinano ho sei mani che vagano sul mio corpo dispensandomi piacere.Mi prendono in braccio mi sollevano da terra portandomi verso l'uscita. Siamo in giardino, oramai fuori è completamente scuro solo una luna al suo ultimo quarto rischiara tenuamente la nascente notte. Mi legano ad un albero i miei seni sfregano con la dura corteccia. Sono completamente immobilizzata in una posizione che mi rende estremamente vulnerabile: le mie gambe sono aperte come pure le mie braccia. Da un salice lì vicino staccano dei rami, li vedo pulirli con dovizia. "Ora dovrai contare sino a cinquanta" Iniziano a fustigarmi con i rami del salice ed io fra mille singhiozzi per il dolore crescente continuo a contare i colpi che arrivano a far arrossare la schiena ed il sedere. "Sandro vai in casa a prendere l'alcool che dobbiamo disinfettare la signorina" Vedo l'uomo allontanarsi per far ritorno poco tempo dopo con una bottiglia di alcool e del cotone. Iniziano a massaggiarmi il corpo con il cotone imbevuto di alcool: sento un terribile bruciore invadere il mio corpo, non riesco a trattenere dei gemiti. "Ora ti scioglieremo e tu ci servirai la cena, naturalmente starai nuda" "Co...me vo...le...tee" Mi slegano, l'uomo che ha sempre seguito tutti i miei movimenti si prende cura di me e mentre i miei quattro padroni si dirigono verso la casa egli mi porta nella direzione della cucina. "Sei una grande troia e in cucina mi divertirò anche io con te, finalmente ti avrò anche alla mia portata, è tutta la sera che mi fai venire il cazzo duro e non posso fare niente ma da ora in poi avrò anche io il mio spazio con te" I miei aguzzini erano diventati cinque. Non appena in cucina l'uomo si abbassa la cerniera dei pantaloni: è il primo cazzo che vedo stasera e devo dire che sinceramente è di tutto rispetto. "Finchè non saranno pronti per la cena non suoneranno il campanello, hai tutto il tempo per farmi divertire un po. Inizia a baciarlo maiala" Mi inginocchio di fronte a lui e sento il suo odore forte invadermi le narici. Le sue mani pressano la testa verso il suo sesso eretto: apro la bocca che viene immediatamente riempita da quel palo di carne pulsante e rigido. "Sei una vera pompinara : Continua così troia leccalo tutto fammi sentire bene quella lingua sulla cappella" Non riesco a trattenere le mani: inizio a masturbarmi mentre continuo a donare le mie attenzioni a quel meraviglioso cazzo. "Gooodooooo" Mi sono staccata per comunicare a quell'uomo che sin'ora era rimasto passivo tutto il godimento che aveva generato in me. Lo vedo sorridere compiaciuto. "Hanno suonato, terminerai dopo il tuo pompino maiala va a sentire cosa vogliono" Entro in sala, la trovo inaspettatamente già apparecchiata per la cena con i commensali già ai loro posti "Vieni qui, mettiti questo" Mi porgono un vibratore "Mettitelo nel tuo sederino ahahaha" Mi fletto in avanti e dinanzi ai loro sguardi sempre più eccitati inizio a penetrarmi da sola. La dilatazione è grande e non fatico a ssolutamente ad introdurlo dentro. "Ci servirai così, vai pure in cucina a prendere la prima portata" Torno in cucina i miei passi sono molto lenti a causa del vibratore. "Sono pronti per la cena" "Vedo che hanno preparato anche te" Sorrido. L'uomo mi stringe il seno sino a farmi male, ma la cosa come al solito ha il potere di piacermi "Prendi quella zuppiera è già pronta per servire in tavola" Dà un ultimo pizzicotto ai capezzoli prima di lasciarmi andare in sala. "Finalmente!!!!! Poggia la zuppiera" Obbedisco, nel centro della tavola vedo una enorma siringa e non riesco a capire cosa ci faccia in mezzo a tutta l'argenteria "Questo è il tuo primo piatto, il nostro lo porterai dopo. Togli il vibratore e mettiti a novanta gradi" Il fioraio prende la siringa e la riempie del liquido tiepido della zuppiera fatto questo si dirige verso di me e, infilato il beccuccio della siringa nel mio ano inizia a svuotarla nel mio intestino. La stessa operazione viene compiuta anche dagli altri tre uomini, alla fine della quarta siringa mi sento la pancia piena da scoppiare "Adesso rimettiti il vibratore e guai a te se sporchi in terra, vai a prenderci da mangiare" La mia camminata è sempre più difficoltosa, mi resta difficilissimo muovermi e, una volta entrata in cucina ecco che il servitore mi da finalmente la portata per i commensali; ancora una volta devo riattraversare la sala. Sento il liquido muoversi ad ogni mio passo e iniziare a cercare una via d'uscita generando dei rumorosi gorgoglii che suscitano l'ilarità dei commensali che abbondano nei commenti più sconci "Servici" Ogni volta che mi avvicino ad uno di loro il mio corpo viene gratificato da attenzioni più o meno porche. Il salumiere si diverte a muovere il vibratore facendomi temere di sporcare in terra ma al tempo stesso facendomi sentire un certo languore che ben conosco. Il fioraio invece sottopone i miei seni ad una autentica trazione obbligandomi ad avvicinare il mio volto al suo e, forzandomi ad aprire la bocca mi infila dentro la sua lingua in un bacio appassionato. Il portiere dedica la sua attenzione al mio clitoride divertendosi a prenderlo fra le dita stringendolo, sa bene quanto mi piaccia e ne approfitta per farmi gemere ancora una volta di fronte a tutti. Il padrone di casa invece rivolge il suo interesse al mio sedere ancora arrossato dalle precedenti frustate ricevute in giardino e lo colpisce con foga. "Adesso sotto al tavolo" Mi fletto con non poche difficoltà e una volta sotto la tovaglia vedo che i quattro uomini sono completamente nudi dalla cintola in giù. Inizio a carezzare le loro erezioni cosa che vedo è notevolmente gradita da tutti.Stò per iniziare a succhiare il primo quando mi ordinano di tornare in cucina per la seconda portata. "Credevo non tornassi più avanti assaggialo di nuovo" Riprendo quel cazzo in bocca è una continua eccitazione quella che mi stanno propinando senza mai farmi raggiungere il piacere di sentire l'uomo godere. Anche stavolta vengo allontanata "Ti staranno aspettando vai con la tua seconda portata" Non so cosa nasconda il vassoio, in questo momento so che mi è quasi impossibile continuare a ospitare il liquido nel mio intestino anche se sono consapevole che dovrò fare di tutto per resistere sino alla fine della cena. "Vediamo cosa mangerai per secondo" Aprono il vassoio ed ecco apparire una anguilla viva. Il padrone di casa sicuramente lo sapeva perchè presi dei guanti l'afferra in modo che non gli scivoli di mano "Mettiti di nuovo a novanta gradi troia" Riassumo nuovamente la posizione ordinatami mentre sento la testa dell'anguilla iniziare a entrare nella mia vagina. Il fioraio intanto si è alzato e con in mano delle mutandine in lattice si dirige verso di me. L'anguilla continua a entrare dentro la sento muoversi sempre più affannosamente nella disperata ricerca di una uscita, stà per entrare completamente "Mettiti le mutande puttana" Mi fanno indossare quello strano indumento che oltre ad impedire all'anguilla di uscire fa si che il vibratore affondi maggiormente nel mio ano comprimendo ancor più il liquido. "Servici il secondo" Non riesco a muovermi "Cosa aspetti?""Non ce la faccio" Il salumiere si alza e tirandomi per i capezzoli mi obbliga ad arrivare sino alla cucina. Non so neppure come descrivere le sensazioni provate nel percorrere la sala. Il mio intestino che voleva liberarsi cosi come l'anguilla e inoltre il dolore dei capezzoli erano tre sensazioni talmente forti che una volta abbandonata dalle mani del salumiere sono caduta in terrra esausta. I quattro uomini sono intorno a me "E così non riesci neppure a finire di servirci la cena, questo ti costerà molto caro. Portiamola giù." Il portiere mi prende in braccio e mi conducono per delle scale alla fine delle quali vi è un enorme salone "Questa sarà la tua dimora durante tutto il periodo che starai qua. Quello è il tuo bagno" Mi indica una parte della stanza con un lavandino una doccia e un buco nel pavimento, quello deve essere il cesso, non capisco come posso fare per assolvere ai miei bisogni in quanto è solo ed esclusivamente un buco e dalle parti il pavimento è fatto a scivolo privandomi quindi di ogni possibilità di di mettermi seduta "Puoi toglierti le mutande e cacare, troia"Mi libero immediatamente delle mutande poi, flettendomi sulle ginocchia avvicno il mio sedere al buco del pavimento finalmente libera di rilasciare i muscoli che mi imponevo di trattenere. Il vibratore cade sul pavimento subito seguito da una materia semiliquida che centra il buco Arrossisco so di essere indecente ma so anche che questo riempie di gioia gli sguardi maniacali dei quattro uomini che mi stanno fissando con un sorriso decisamente soddisfatto. Ho la conferma che tutto ciò è di loro gradimento ascoltando i commenti che mi obbligano a sentire "Era davvero piena" Il padrone di casa mi guarda fissa negli occhi "Va meglio adesso?" Ancora sotto l'effetto liberatore cerco di rispondere "Si.... grazie" "Quando hai finito vai verso il muro che ti laveremo" "Co...me desi..dera" Finisco di dare sfogo liberatorio al mio organismo e quindi mi dirigo verso il muro. Il fioraio raccoglie da terra un tubo di gomma mentre il portiere apre un rubinetto nella parete di fronte alla mia, dal tubo inizia ad uscire l'acqua vedo che regolano il flusso dell'acqua all'estremità del tubo per poi dirigerlo verso di me "Ahhhggggg" mi arriva addosso come una frustata una frustata gelida che mi viene a colpire sul seno "Girati dobbiamo lavarti il culo" "Pianooooo" "Girati!" Pochi attimi dopo è il mio sedere ad assaggiare la fredda carezza dell'acqua "Apri bene le chiappe" Mi apro le natiche con le mani Gli uomini dirigono il getto sul mio sfintere centrandolo "Ahgggggg" sento che quasi mi trafigge "Rimani ferma così" "Va......bbeneee" Il fioraio si avvicina puntando sempre l'estremità del tubo sul mio ano. Mi stò abituando a questa azione che anzi inizia a rinnovare in me il turbamento: rimango ferma gustandomi quel getto che cerca di penetrare nel mio intestino "Inizia a piacerle, continua" Il postino continua ad avvicinarsi ora anche gli altri tre uomini si fanno vicini Mi abbasso col capo verso il pavimento in modo da offrire ancora di più il mio ano al getto d'acqua che sento forzare sempre di più. "Bene adesso è pulita chiudi il getto" "Mhhhhh" "E tu vai verso quel tavolaccio e poggiaci sopra le tette" Obbedisco in silenzio seguita nel mio cammino dagli uomini. Mi metto a novanta gradi con il seno sul tavolo "Allarga le gambe" Divarico le cosce mentre una mano inizia a separare le mie natiche "Sembra pulita" "Vediamo meglio" Le mani che frugano nel mio sedere sono divenute due ognuna sospinge da un lato una natica facendomi sentire completamente aperta ai loro sguardi "Ha proprio un bel buco questa porca, vediamo se sa usarlo" "Cosa devo fare?" "Vediamo quante dita riesci ad infilarti dentro maiala" Si mettono di fronte al mio sedere pronti a godersi lo spettacolo Inizio a penetrarmi con due dita masturbandomi il culo sempre più lubridicamente "Solo due dita? Ti facevo più brava" Esortata da quell'uomo così sicuro e dominante faccio uscire le due dita dal sedere per rientrare nel mio retto con ben quattro dita che faticano un po' prima di avere libero accesso dentro il mio corpo "Brava vediamo cosa sei capace di fare" "Guardatemi guardate come mi tocco per voi porci mi avete eccitata mi piace essere la vostra troia farvi venire il cazzo duro guardando il mio corpo. Datemi quel tubo voglio incularmi con quello" Il fioraio mi porge il tubo dopo averlo raccolto da terra "Ecco guardate come entra" "Aspetta tiralo fuori Sandro chiudi il rubinetto e apri il tubo" L'uomo esegue "Giovanna riprendi a infilartelo dentro" Sento il freddo del metallo della fine del tubo penetrare in me con molta facilità, lo faccio affondare sempre di più "Sandro apri piano" Di nuovo mi sento riempire gli intestini dal liquido "Ohhhhh siiiiii" "Ti piace sentirti piena?""Siiiiiii" "Sandro chiudi e tu sfila il tubo" "Noooo ancoraaaa" "Sfilalo" Obbedisco mio malgrado "Ed ora spingi fuori l'acqua" Non devono attendere molto per veder sgorgare l'acqua dal mio ano "Abbiamo davvero una bella fontana" Mi sento spossata da questo continuo riempirmi e svuotarmi "Ancora dentro porca""Ohhhhh siiiiii graziiiieeee" "Sandro apri con tutta la forza" L'acqua invade il mio corpo con una veemenza torrenziale, facendomi contorcere dal piacere "Gooooooodooooooooo" "Sfila di nuovo il tubo sali sul tavolo mettiti distesa" Gli uomini si avvicinano al tavolo alzandomi le gambe mettendomi quasi in posizione verticale con i piedi puntati verso il soffitto "Liberati" Devo spingere ma alla fine ci riesco sentendo l'acqa oramai divenuta tiepida per la permanenza in me iniziare a ruscellarmi sul corpo. Una volta svuotata gli uomini mi rimettono distesa presentando vicini al mio corpo i loro cazzi eccitatissimi. Allungo le mani catturandone i due più vicini e iniziando a masturbarli mentre il salumiere si insinua fra le mie gambe ceracando lo spazio necessario per potermi penetrare, ecco sento il suo glande farsi spazio fra le grandi labbra "Siiiiiiiiiii" la grande eccitazione facilita il suo ingresso in me, lo sento muoversi violentemente. Il fioraio e sopra la mia testa vedo la borsa dei coglioni sospesa proprio sopra il mio viso mi allungo cercando di leccarla ci riesco, l'uomo si abbassa indirizzando la punta violacea del suo cazzo verso la mia bocca che lo carpisce famelica. Il salumiere si muove sempre più violentemente svuotandosi con un grido bestiale. Il suo posto viene subito preso dal padrone di casa mentre il portiere godendo cosparge del suo seme il mio seno. Sento il cazzo del fioraio ingrossarsi: i due uomini godono insieme nella bocca e nella fica. "Va a lavarti" "Mi.. potete reggere il tubo?" "Sandro aiuta Giovanna" L'uomo tiene il tubo gli indico di metterlo basso fra le mie gambe poi allargandole mi avvicino con la vagina come se dovessi farmi penetrare "Apra per favore" Di nuovo il getto d'acqua mi viene a colpire Pulisco l'inteno della vagina poi cerco di far colpire il clitoride dal getto godendomi la fredda carezza "Siiii aprilo di piùùùùùùù" Godo di nuovo, mentre vengo circondata dai quattro che tenendo in mano i loro membri rilassati li puntano su di me facendomi bersaglio della loro orina che spalmo sul mio corpo. "Riposati che dopo torniamo" Mi lasciano con il piacere che ancora ha padronanza del mio corpo, sola in questo immenso salone. Vado sotto la doccia per rinfrescarmi dopo il grande piacere che ho provato in queste ultime ore.Ristorata mi distendo su un grande letto che si rivela sofficissimo per riposarmi. Sandro viene a sveglirmi "Buongiorno, mi hai fatto dormire col cazzo duro che ne dici di darmi il buongiorno troia" Capisco che cosa vuole da me e immediatamente alzandomi mi metto in ginocchio davanti a lui e inizio ad armeggiare con la cerniera dei suoi pantaloni trovando il suo pene già pronto ad essere ricevuto nella mia bocca, non si è neppure lavato il porco sento un odore molto forte raggiungere le mie narici ed anche il sapore che invade il mio palato sa di sperma. Lo succhio sento il piacere che si impossessa di lui sino a far aumentare notevolmente le dimensioni del suo cazzo. "Succhia troia che stò per goderti in bocca" Sono le ultime parole che sento prima che la mia gola venga investita da violenti getti di piacere. Ingoio il suo seme mentre lui col cazzo spelma sul mio viso il bianco liquido che mi è uscito di bocca. "Ti stanno aspettando per fare colazione. Mi accompagna al piano superiore. Gli uomini mi aspettano seduti al tavolo dove la sera prima ho servito la cena. Mi avvicino scorgendo che uno di loro ha delle molle per tenere in tensione i capezzoli. Infatti appena sono al suo fianco mi fa inginocchiare di fronte a lui e inizia ad applicare le molle ai capezzoli che vengono serrati in modo deciso ed anche un po doloroso. Altre due molle dello stesso tipo le ha un altro dei quattro, questo mi fa mettere a gambe larghe e stavolta le molle stringono le grandi labbra facendomi sentire una fitta molto forte. Il terzo uomo unisce le catenelle che pendono dalle molle dei seni con una sottile corda alla quale applica un peso. Sento i seni venire sollecitati verso il basso da una leggera trazione. Il quarto uomo compie lo stesso gesto del terzo applicando i pesi in modo che la trazione vada ad interessare la vagina. Sono nuovamente eccitata e pronta a trascorrere questa nuova emozionantre giornata. "Fuori c'è il mio vecchio giardiniere che ne dici di farlo divertire un po, affacciati al terrazzo e fatti vedere" Obbedisco al padrone di casa, una volta in terrazza vedo il vecchio che mi guarda facendomi cenno di scendere in giardino, faccio finta di non aver capito ed inizio a carezzarmi per eccitarlo "Allora che cosa fa il buon vecchio Carlo?" "Si sta eccitando guardandomi" "Vai da lui sei sua per due ore" "Come desidera" Scendo le scale che mi portano al giardino. Il vecchio sorride soddisfatto e una volta che sono vicina a lui inizia a divertirsi tirando le cordicelle che tengono i pesi strappandomi così dei gemiti di dolore-piacere. "Seguimi ti farò divertire e quando tornerai vedrai che sarai una autentica attrazione anche per i tuoi amici" Mi conduce nella stanza degli attrezzi e preso un badile si diverte a stuzzicare la mia vagina con il manico, a volte tocca il filo che tiene il peso facendomi sobbalzare dal dolore ma molto più spesso riesce a far sgorgare nuovo piacere mirando perfettamente al clitoride "Ti piace vero? Vediamo se riesce ad entrarti dentro" Mi distendo per terra aprendo al massimo le gambe "Prendimi vecchi porco, infilamelo dentro" Sento il legno forzarmi la vagina poi lentamente farsi strada in lei "Pia...noooo mi fai ma..leee" Incurante dei miei lamenti inizia a stantuffare quel manico dentro di me, non contento mi lascia col manico infilzato e preso un vaso dalla forma allungata di una rispettabile circonferenza lo poggia in terra "Impalati da sola su quello troia, e intanto inizia a succhiarmi il cazzo che se riesci a farlo diventare duro te lo prendi dentro come premio" Detto questo mi sfila il manico dalla fica . Mi alzo e inizio a piegarmi sul vaso mentre il vecchio estrae dai pantaloni un cazzo molle e ripugnante, "Succhia troia" Mio malgrado inizio a baciarlo mentre il vaso viene a contatto con la mia fica oramai bagnata. "Sai usare bene la lingua continua" Eccitata dal vaso che sta lentamente entrando in me continuo a succhiare il vecchio cazzo che non risponde alle mie sollecitazioni. L'uomo s'arrabbia e presomi il viso fra le mani inizia a comandare lui il mio movimento di suzione facendomi andare a sbattere il viso contro la sua pancia. Ho tutto il suo cazzo in bocca ed ora sembra che inizi a reagire. L'uomo inizia a tendere il filo che mi pende dal seno e questo insieme alla penetrazione del vaso mi porta a non capire più niente mi stò eccitando veramente tanto ed anche il suo vecchio sesso inizia a piacermi anche se ambedue sappiamo che non potrà mai essere uno strumento di piacere e riverso tutta la mia voluttà verso il vaso fallico che mi stà penetrando. Il vecchio mi libera la bocca "Voglio sentirti urlare dal piacere godi troia lo vedo sai che ti stai impalando da sola fammi sentire come godi" "Siii miii piaceeeeee porco mi piace da impazzireeee guarda come si scopa da sola la tua maiala" Mentre continuo a procurarmi piacere da sola sento il vecchio armeggiare nella stanza. Solo pochi attimi dopo aver raggiunto l'orgasmo gridando come una matta vedo che ha preparato un carretto con dei piccoli vasi di fiori sopra. "Ora porterai il carretto vicino alla terrazza dove lavoravo Fa vedere ai signori come sei brava" Detto questo collega una fune proveniente dal carretto al filo che pende dai seni e un'altra fune al filo della vagina, legandomi infine le mani dietro la schiena "Avanti andiamo" Inizio a spingermi in avanti mentre sento la trazione aumentare "Ahhhhggg" "Su forza" Ecco il carretto si stà muovendo anche se mi sembra che sia i seni che lazzo scorgo i quattro uomini che i guardano divertiti e iniziano a incitarmi oscenamente. Faccio ricorso a tutta la mia forza di volontà e finalmente arrivo stremata sotto al terrazzo accolta da un caloroso applauso. Mi prendono in braccio sciogliendo le funi e mi portano in casa adagiandomi su di un divano "Allarga le gambe" Obbedisco frastornata. Sento le loro mani giocare con le mie grandi labbra che devono aver subito una notevole trazione rimanendone deturpate "Hai delle labbra lunghissime" Si divertono a tirarle a carezzarle. Questo contatto mi piace oltre a darmi sollievo. Due dita mi penetrano "E' sempre bagnata questa puttana" "Fammi sentire" Altre due dita si uniscono alle prime e seguite da altre due altrettanto curiose. Quattro mani mantengono aperte le mie cosce mentre in me si intrecciano quattro dita carezzandomi, penetrandomi,dilatandomi,toccandosi fra di loro. "Sei un enorme buco, troia" "Siiiii riempitelooooooo ancora di piùùùùùù"Tolgono le dita, due mani mantengono dilatata la mia vagina mentre tutti e quattro gli uomini rimangono di fronte a guardarmi sempre più eccitati "Voglio infilarci tutta la mano" Alle parole seguono i fatti sento già la mano cercare di entrare dentro di me, forza leggermente ma entra con facilità iniziando a simulare il movimento di un grosso cazzo, qualcuno, deve essere Sandro è arrivato con una bottiglia che subito prende il posto della mano infilata dalla base "Guardate come si vede bene tutta la fica di questa troia" Mi lasciano la bottiglia dentro e si mettono a guardarmi, qualcuno mi mette uno specchio davanti "Guardati puttana" "E' belli...sssimooooo" Alla vista della mia fica così aperta non riesco a trattenere l'impulso di masturbarmi "Non ne ha mai abbastanza" Mentre continuo a toccare il mio clitoride quattro cazzi si ergono di fronte a me con i loro proprietari intenti a masturbarsi "Addosso godetemi addosso vi prego" Le mie preghiere non cadono inascoltate gli uomini si avvicinano ogniuno mirando ad una parte del mio corpo che sarà il bersaglio del proprio getto Il viso, la bocca, i seni, il ventre vengono colpiti mentre anche io provo l'ennesimo orgasmo. Dopo essermi riposata sul divano vedo gli uomini intorno al tavolo che parlano fra di loro "Giovanna vieni qua di fronte a noi sulla poltrona" Cambio di posto. Accavallo le gambe mentre sento lo sperma che i quattro uomini mi hanno regalato poco prima si stà solidificando sulla pelle "Sei bellissima, nonostante abbiamo appena goduto ci fai eccitare nuovamente sai?""Grazie siete molto gentili" "Sei libera, ti richiamerò presto" "Lo spero vivamente, la sua ospitalità è stata meravigliosa" Senza lavarmi rientro in possesso dei miei vestiti e accompagnata dai miei tre vecchi amici torno a casa.
Avevo conosciuto lei al mio paese, era in trasferta per lavoro, viveva da sola, e si sentiva sola. Facemmo subito amicizia, uscimmo una sera un giro al mare di notte e... un paio d'ore dopo mi stava spompinando che era una bellezza.
La relazione prosegui qualche mese, sapevo che era fidanzata da anni e si sarebbe sposata, un giorno. L'accordo era al paese durante la settimana con me e il week end con lui. Era una gran porca, succhiava che era una meraviglia, ingoiava lo sperma come se fosse nettare, finivo di lavorare e subito andavo da lei, non amava spogliarsi lentamente, era nuda in un attimo, il vello della sua figa era morbidissmo, ci affondavo la lingua mentre lei gemeva implorando poi risalivo su e come una lumaca la riempivo dei suoi umori sui capezzoli e in bocca, infilavo un dito nella fica fradicia e poi un altro direttamente nel culo, godeva come una maiala, voleva che le dicessi porcate ed io non mi tiravo indietro. mi veniva sempre una di quelle erezioni prepotenti che urgeva di saliva per essere placata, lei lo leccava dalla base alla punta e poi lo ingoiava tutto con una tale foga che a volte le venivo in bocca perche' non riuscivo a fermarla.
disse quel giorno io non me lo feci ripetere due volte, lo sognavo da tanto. Le leccai la fica tanto che la lingua mi faceva male, il suo buchetto era fradicio, lo esplorai con il dito, scivolava che era una bellezza. Presi il mio pene, congestionato da quanto era teso, e con lei a carponi provai ad avvicinarlo al buchetto dei miei sogni, scivolava via da quanto era umido spinsi ancora di piu' e allargandoli le chiappe per bene inizio a entrare a quel punto successe quello che non pensavo, lei disse provai a convincerla, ma niente da fare. Presi a stantufarli la fica e le venni dentro, penso, un litro di sborra.
Dopo mi spiego che il culo non voleva darlo perchè era destinato al suo fidanzato, pensai ma non lo dissi.
Ci perdemmo di vista per parecchi anni sinchè non mi trovai nella città dove abitava per lavoro, e caso strano la incontrai con il suo ex fidanzato, attuale marito. le solite frasi di rito e ci salutammo, notavo nei suoi occhi un lampo di malizia che mi eccitava.
L'incontro successivo lei mi invitò a cena a casa sua, ero indeciso se accettare ma ... accettai. Mi presentai all'appuntamento con una bottiglia di vino e dei fiori. Ci accomodammo in salotto e inziammo a parlare del più e del meno, guardavo lei e poi lui e pensavo alle volte che le avevo sborrato in bocca, mi stavo eccitando! lui si allontanò e restammo soli, un breve imbarazzo poi mi chiese, risposi arrossii, non mi aspettavo un'uscita del genere aspettai un attimo e chiesi dissi e rise.
Lui rientro poco dopo e notò il mio rossore perchè mi chiese probabilmente divenni fosforescente, allora intervenne lei ormai la situazione era critica non sapevo che fare pensai lui invece rise e disse mi ripresi un poco e dissi e loro e lui dopo aver bevuto stavo meglio, ma la conversazione aveva preso una piega eccitante ma rischiosa.
il vino ormai mi aveva allentato la tensione, e non solo a me, notai che i bottoni della camicetta di lei erano aperti, lui la accarezzava tra le cosce pensai
Non ebbi tempo perchè lei ormai era a seno nudo e lui le carezzava la fica, iniziavo a realizzare che avrei visto uno spettacolo gradevole, e non mi dispiaceva affatto.
Lei le tirò fuori il cazzo, gia in erezione e lo menò piano piano il respiro di entrambi era affannoso lui obbedì e inginocchiatosi sul pavimento inizio a leccarle la passera fradicia di umori, lei era nuda lui conservava i pantaloni a mezz'asta e io ... facevo il guardone con il cazzo che esplodeva. adoro fare il finto tonto mi spogliai in un baleno e in un secondo ero sul divano con le sue labbra sul pisello. Il marito intanto leccava e guardava... ordinò e lui ubbidì, si sollevo con il cazzo mezzo in erezione, era un poco più lungo del mio, ma molto meno grosso.
Lei lascio il mio e prese il suo uccello tra le labbra e scappellatolo iniziò a leccarlo e succhiarlo, in poco tempo si congestiono e divenne ancora più grosso. e fece sdraiare il marito sul divano e si impalò su di lui io rimasi a guardare la scena ormai avrei sborrato solo a guardare, ma lei mi prese il cazzo e lo succhio avidamente. chiese al marito
ma l'eccitazione era al massimo, avrei fatto tutto. prima che cambiasse idea come l'altra volta ero gia' dietro, con il cazzo che scoppiava poggiato sul buco umido degli umori, infilai il dito sentivo lo stantuffo nella fica di lei, mi accovacciai e allargando le chiappe e premendo iniziai a farmi strada, dio com'era bello disse allora spinsi con un colpo secco, lei urlo ero dentro ,yahoo! era difficile tenere il loro ritmo ma ormai non capivo più niente,sentivo stringere dalle contrazioni il suo ano e la fica, lei venne urlando come al solito il marito la seguì a breve e io finalmente la riempii di sperma nel culo.
Mi staccai consapevole di quello che era successo, solo in quel momento. Lui mi guardava con un sorrisino strano ero un poco spaventato il mio uccello stava rattrappendosi, lei era sparita in bagno con lo sperma che gli colava dalla fica e dal culo, rientrò e disse rispose lui e lei mi sentivo un pò preso in giro, ma mi stavo eccitando di nuovo. Lei si avvicino e mi bacio sulle guance mi sedetti e lei partendo dalla mia pancia arrivò diritta all'uccello che iniziava a gonfiarsi, il marito si sedette a fianco e iniziò a toccarmi la base del pene ed i testicoli, e si avventò sul mio pene con una dolcezza che non credevo, non mi aveva mai baciato un uomo... il cazzo era un missile! disse la moglie si draio sul divano, che caso strano era all'altezza!
giusta e guido' il marito verso lei, si impossesso del pene e lo mise nella fica, disse pensai afferrai il culo peloso e puntato il buchetto spinsi ed entrai senza resistenza, lui assecondo le mie spinte e la moglie gradì la rinnovata erezione del marito io ormai non capivo piu' niente volevo venire dentro la bocca di lei, lo dissi e lei disse datevi il cambio... ero troppo eccitato per dire no e in breve ero dentro di lei, sentii qualcosa che si insinuava nel mio culo dissi mi dissero, la cosa mi eccitava e impauriva ma sentii la sua lingua sull'ano un dito che entrava, lasciai fare e poco dopo il cazzo di lui appuntito e lungo che si faceva strada... venni nella fica della moglie mentre il marito mi pentrava era come cagare al contrario, ma più bello dopo poco ven!
ne anche lui, lo sentivo dentro, quando tolse il pene ci fu una mezza scorreggia che ci fece ridere, cazzo che goduta! Che coppia!
mi chiesero?
E' passata una settimana dalla mia ultima avventura sono in casa quando sento suonare E' di nuovo Mo lo faccio accomodare "Ciao bella signora" "ciao Mo" "Che gonna lunga che hai" "Devo toglierla?""Si" "ecco fatto" "Masturbati mentre ti dico una cosa molto interessante" Inizio a carezzarmi "Bene ti ricordi quelle foto? Il mio amico ha detto che se anche tu non vuoi lui ha bisogno di una modella per fare un servizio e quindi devi accettare""Ma non voglio" "Ricordi la tua promessa?" "Siete degli stronzi" "Dai non facciamolo aspettare" Dopo circa un'ora sono in uno studio fotografico "E' questa la puttana di cui mi hai parlato?""Si è lei" "Bene ascolta bella devo fare un servizio molto particolare e quindi preparati a non farci perdere tempo. Spogliati e mettiti quella roba la sul tavolo" Poco dopo sono vestita come una vera puttana Minigonna con una parte completamente aperta da uno spacco, calze a rete autoreggenti ed un top apertissimo che lascia intravedere quasi tutto il seno. Le scarpe poi sono di un'altezza impressionante "Bene fatti vedere" "Eccomi" "Ora siediti su quello sgabello con le gambe accavallate.....bene ferma cosi, alzati metti in risalto la coscia falla uscire bene dallo spacco ok vai verso quella scenografia adesso sei in strada ed ecco tre uomini che si avvicinano" Escono tre colossi di colore da dietro la scenografia "Due di loro ti afferrano e ti portano in una cantina ecco bravi cosi e tu alza quelle gambe che voglio fotografarti le cosce ed il culo, ora spostatevi la dove c'è la scena della cantina è li che faremo il resto del servizio" Mentre l'amico di Mo sposta la sua attrezzatura mi guardo attorno sembra quasi di essere veramente in una cantina L'arredamento è ridotto al minimo: un tavolo tre sedie un'armadietto è tutto quello che c'è "Bene siete arrivati e la mettete sul tavolo, adagiatela e tenetela ferma, bravi tu vai a prendere le corde dentro l'armadietto fermo ecco fermo così con le corde in mano ed ora legatela al tavolo. Perfetto adesso tira fuori di tasca il coltello e inizia a tagliarle i vestiti. Benissimo ricordatevi che dovete essere pesanti con lei. ve la affido io scatterò di continuo poi sceglieremo le migliori." "Allora dicono che sei una gran troia ma noi abbiamo i gusti molto difficili vediamo se sei brava anche con noi" La lama del coltello percorre tutto il mio corpo sino a fermarsi all'altezza della vagina, con la punta cerca di trovare il clitoride ci riesce, sento una fitta lancinante "Ti lasceremo dei bei ricordi vedrai""Voi siete pazzi""Joe prendi i guanti" L'uomo torna dall'armadietto con dei guanti pieni di chiodi "Le nostre carezze non te le scorderai" Una volta indossati i guanti inizia a carezzarmi rigando la mia pelle. Il respiro mi si fa affannoso ho paura specialmente adesso che vedo le sue mani soffermarsi sui seni "Ahhhhhhggggggg"ha premuto i palmi delle mani sul mio seno facendo affondare in esso le punte dei chiodi "Lo sai cosa sei vero?" "Cosa sono" rispondo atterrita "Sei una sporca puttana avanti diccelo""mhhhhsi sono una puttanaaaa" "Ti piace vero quello che ti facciamo" "Ho paura, aghhhhhhh" ancora una volta le mani hanno premuto sui seni "Siiii sono una puttana fatemi quello che vo....leteeee" "che ne dici di un bel ditalino" Sento la punta di un chiodo sollecitare il clitoride "facci vedere come balli troia" in effetti le fitte di dolore che sto provando mi rendono diffile lo star ferma "brava balla ancora un po" Appare una frusta iniziano a farla cadere sul mio corpo sto iniziando a provare piacere "Siii ancoraaaaa vi preeegoooo" "La troia si diverte sleghiamola" Sono libera uno dei compari mette un vibratore con ventosa su una sedia "Sei stata brava ti puoi riposare siediti" Lo sento entrare lentamente dentro di me mentre l'uomo mi offre il suo cazzo da succhiare "Muoviti fammi vedere che ti piace il regalino che ti abbiamo fatto trovare" Nel fratempo anche gli altri due si mettono di fronte a me per farsi succhiare a turno Staccandomi da uno per prendere un altro mi sorprendo a dire "Avete dei cazzi bellissimi ma vi prego prima fatemeli desiderare" "
La vita a volte è molto strana, soprattutto se riguardata con gli occhi di un vecchio, quale ormai io sono, che ripensa al suo passato.
Per 75 anni i miei giorni sono trascorsi come le acque di un pacifico fiume stretto tra possenti argini, che paiono sproporzionati alla forza del fiume stesso. La linea che congiunge l'inizio della mia vita alla sua fine, pare chiaramente distinguibile, quasi rettilinea, con solo piccole deviazioni dovute a momentanei ostacoli.
Da bambino ero il tranquillo pargolo di una ricca famiglia, mio padre di nobili origini, era uno stimato medico, che esercitava la professione più per hobby che per necessità, mia madre, cosa strana per le donne di quell'epoca, aveva ricevuto una notevole educazione scolastica, ed amava circondarsi di persone colte, leggere libri importanti.
In quell'ambiente ricco ed ovattato, io crebbi tranquillo, abbeverandomi di cultura e coltivando la mia grande passione, la musica. Ebbi i migliori maestri, frequentai i migliori conservatori, passai lunghi anni a perfezionarmi ed inizia la mia carriera concertistica quale pianista.
L'inizio fu ovviamente stentato, ma lo vissi senza troppe frustrazioni, dal momento che i miei amati genitori mi sostennero economicamente e moralmente. Poi arrivarono i primi successi, niente di travolgente, per carità non sarebbe stato nel mio stile, ma col passare degli anni assunsi fama mondiale, incisi dischi e guadagnai molti soldi.
Non mi sposai mai, non che non mi piacessero le donne, ma la musica era la mia sola grande passione. La notorietà mi tolse anche il problema di quasi tutti i maschi, la ricerca di una donna. Non avete nemmeno idea di come la notorietà attiri le donne. Non è necessario essere un divo della televisione, un cantante o un attore famoso, anche un molto più modesto pianista di fama internazionale, si ritrova perennemente corteggiato da donne, più o meno belle, completamente perdute per lui.
Negli anni della mia gioventù, ma ancor di più in quelli della mia maturità ho collezionato un certo numero di amanti, ma nulla di trascendentale e di travolgente, ancora una volta non sarebbe stato nel mio stile.
Come il pacifico fiume di cui parlavo prima rallenta la sua corsa mentre si avvicina alla sua foce, così io feci, ritirandomi alcuni anni or sono ad una pacifica vita privata, favorita anche da un leggero declino fisico e da alcuni acciacchi.
E` proprio a causa di questi acciacchi che ora mi ritrovo qui, a riflettere sulla stranezza della vita, a guardarmi allo specchio senza riuscire a riconoscere quell'essere che mi ha accompagnato per oltre 75 anni, nascondendosi in me, senza mai palesarsi, ma che ora beffardo ha preso il sopravvento stravolgendo la mia vita.
Tutto è incominciato 6 mesi fa, ma allora niente poteva far presagire quanto sarebbe accaduto, io ero ancora pienamente padrone di me stesso, almeno dal punto di vista mentale, dal momento che la salute peggiorata ed avevo bisogno di aiuto.
Dovevo sottopormi a cure intensive, non sono mai stato molto paziente, e le estenuanti visite all'ospedale, mi snervavano, così il mio dottore ed amico, mi consigliò di organizzarmi per effettuare le terapie in casa. Con il suo aiuto lo feci, acquistai le attrezzature necessarie, e su suo suggerimento contattai un'infermiera professionista. Carla venne a trovarmi e raggiungemmo un'accordo, un congruo stipendio, una premio alla mia guarigione o dipartita, aggiunsi io, vitto ed alloggio per lei e la sua figliola.
Carla era una donna piacente ed affabile, di 45 anni, con la quale mi trovai subito bene, e mi piacque subito anche la sua deliziosa figliola Maria, educata rispettosa e molto carina non sembrava proprio una giovane ragazza di 22 anni.
La vedevo solo nei fine settimana dal momento che studiava alla vicina università. Era sempre allegra e gioiosa, e ravvivava il mio umore normalmente tetro a causa dei miei acciacchi.
Fui di conseguenza felice quando terminò i corsi e ci raggiunse per preparare gli esami. Ora trascorreva molto tempo in casa a studiare, e mi capitava spesso di incontrarla in giardino, o nello studio, oltre che naturalmente all'ora dei pasti.
Ben prestola calda espansività di Maria mi conquistò e mi ritrovai a passare sempre più tempo con lei. Scoprii che non le piaceva solamente la musica scatenata dei suoi coetanei, ma amava anche la mia musica, e passammo lunghe ore a parlarne, ad ascoltare musica, quando naturalmente lei non era impegnata a studiare.
Ben presto il rapporto tra di noi si consolidò, e lei si rivolgeva a me come ad un nonno, confidandosi, chiedendomi consifgli, e mio mi sentivo gratificato per quell'insolito ma piacevole ruolo. Lei mi considerava proprio come il suo amabile nonnino acquisito, e quando venne il caldo estivo verso la fine di giugno, si mise tranquillamente a prendere il sole in giardino accanto a me, che me ne stavo più in disparte, all'ombra del grande noce. Aveva un corpiccino delizioso, belle gambe lunghe e modellate, seni insolitamente grandi, ma non tali da risultare sproporzionati alla sua figura. Io la guardavo spesso, con la tranquilla pacatezza di chi ha raggiunto la pace dei sensi, ed ammira uno dei tanti capolavori che la natura ci offre, almeno così pensavo all'epoca.
Un giorno lei stava prendendo il sole ed io leggevo un libro all'ombra del noce, quando lei all'improvviso mi domandò "Aldo, cosa ne pensi dei miei seni ?" , lo disse senza aprire gli occhi, mentre continuava a prendere tranquillamente il sole "Che domanda Maria, sai benissimo di avere dei bellissimi seni" le risposi io un poco turbato "Non trovi che siano troppo grandi ?" domandò ancora lei "Dipende mia cara, i seni di una donna non sono mai ne troppo grandi ne troppo piccoli, dipende unicamente dall'uomo che li guarda." Risposi io con saggezza "A me sembra che i ragazzi siano invece tutti amanti dei seni grandi, sapessi quanti mi rendono la vita impossibile a causa di questi maledetti seni".
Sembrò lo sfogo di un momento, frutto della profonda armonia che regnava tra noi, la prova più evidente di quanto lei si sentisse a suo agio con me, o almeno questo mi dissi per tranquillizzarmi, pre togliermi quella strana ansia che mi aveva assalito durante quel breve discorso.
Il giorno successivo però, tornai al vecchio noce e mi sedetti a leggere, ma non riuscivo a concentrarmi, guardavo nervosamente la porta della villa, nella speranza che lei tornasse anche quel pomeriggio a prendere il sole. Provai un grosso sollievo quando la vidi comparire con sotto braccio la spugna che abitualmente usava per sdraiarsi al sole.
Lei mi venne vicino e mi salutò mentre stendeva la spugna a terra, poi con rapide mosse si tolse la maglietta e la gonna stendendosi a prendere il sole. Si stese sulla schiena e con una mossa naturale fecce scivolare le mutandine del bichini nel solco delle giovani natiche, la stoffa scomparve e ai miei occhi si presentò il suo meraviglioso culetto perfettamente nudo, mio malgrado provai un'insolita fitta d'eccitazione a quella vista.
"Sai, l'abbronzatura col costume è così antiestetica" si giustificò sorridendomi candida, poi abbassò la testa sulle braccia e sembrò appisolarsi. Dopo un po slacciò anche il reggiseno in modo che. La mia lettura divenne ancora più difficile, non riuscivo ad impedirmi di guardare quel giovane corpo apparentemente nudo. Ero eccitato, anche se non letteralmente dal momento che la mia ultima erezione risaliva a molti anni prima. Era un'eccitazione psichica a pervadermi, una sensazione insolita ma piacevole.
Circa un ora dopo Maria si voltò, sistemandosi alla belle meglio il reggiseno slacciato "Sai Aldo se fosse per me prenderei l'abbronzatura integrale, ma la mamma chi la sente poi" disse "Alla tua età ti preoccupi ancora di quello che dice la mamma ?" risposi io, chiedendomi subito dopo perché l'avessi detto Lei si sollevò leggermente ed aprì gli occhi guardandomi. "Se lo facessi tu non ti scandalizzeresti ?" mi domandò con uno strano sorriso "Alla mia età, di che cosa dovrei scandalizzarmi" risposi io fingendo una calma che non provavo.
Lei parve pensarci un poco poi tornò a stendersi. Rimase alcuni minuti immobile e credetti si fosse addormentata, poi all'improvviso scattò alzando il busto. "al diavolo quello che pensa la mamma" disse, lasciando cadere il reggiseno "Tanto oggi non c'è e rientrerà solo tra alcune ore" aggiunse con una voce ed un'espressione furba" ridacchiando subito dopo, mentre si toglieva anche le mutandine del costume stendendosi nuovamente al sole.
Provai un tuffo al cuore vedendo quello splendido giovane corpo nudo disteso davanti a me. I capezzoli erano grossi e scuri, il pelo del pube, scuro e riccio, ma vellutato, mi parve di riuscire a sentire il suo delizioso profumo di giovane donna accaldata. Con mia grande sorpresa, sentì il mio vecchio e stanco membro iniziare ad irrigidirsi e pochi minuti dopo avevo la più grossa erezione degli ultimi 10 anni.
Fu quel giorno che il misterioso essere che da sempre stava annidato in me, incominciò ad emergere ed a prendere il sopravvento su ciò che ero stato per un'intera vita.
Maria divenne la mia ossessione, non perdevo occasione per spiarla sbirciando ogni millimetro della sua pelle potessi cogliere con il mio sguardo, ed anche quando ero solo, immaginavo il suo corpo nudo, cercavo di immaginare la sua virginale vagina.
Un giorno casualmente mi capitò di assistere ad una energica discussione tra Maria e sua madre Carla, la giovane voleva comprare un'auto d'occasione che aveva visto, ma Carla glielo impediva dicendole che spendevano già tanto per l'università. Discussero a lungo e si lasciarono con Maria terribilmente arrabbiata.
La ritrovai nello studio, che fissava con lo sguardo perso nel vuoto le pagine di un libro. Presi a mia volta un libro e mi misi a leggere. I minuti passarono e lei rimaneva immobile, senza mai girare la pagina. "Stai ancora pensando alla macchina" le dissi "Scusa ma non ho potuto fare a meno di ascoltare" mi giustificai ". Lei sollevò lo sguardo dal libro, volgendosi a me "Lei non capisce." Disse ""So benissimo che sarebbe un peso economico, ma per me è importante, ho bisogno di un mio mezzo di trasporto, sono stufa di pulman, treni sovraccarichi gli uomini che come minimo mi perseguitano e nei casi più comuni sfruttano ogni occasione per accarezzarmi o strusciarsi contro di me" diss e lei seria tronando a volgere lo sguardo al libro. "Se è tanto importante prendila" risposi io di slancio "La fai facile tu, dove prendo i soldi ?" disse senza voltarsi verso di me "Te li do io, dimmi quanto costa e ti faccio un assegno" continuai eccitato di fare qualche cosa per renderla feli!
ce.
Lei tornò a guardarmi "Stai scherzando ?" disse incredula "Per nulla" risposi io "Ma sono 5 milioni, un sacco di soldi", feci un gesto distratto con la mano "Sono tanti per una giovane come te, non per un vecchietto come me, i miei soldi non potrò certo poartarli dove mi preparo ad andare" dissi.
Lei si alzò di scatto e mi raggiunse sedendosi sulle mie ginocchia e baciandomi freneticamente il viso "Sei un tesoro Aldo, un autentico tesoro, ma lo considererò un prestito, e te lo restituirò, magari lavorando per te" disse travolgendomi con il suo entusiasmo "Dimmi cosa posso fare per te, ed io lo farò, tutto, farò tutto, sei così caro" cinguettò lei.
Provai una irrefrenabile fitta di desiderio, e la allontanai da me per nasconderlo, "Nulla, non mi devi nulla, è solo un piccolo regalo per la mia "Nipotina" " le dissi cercando di frenarla "E` no, è un regalo troppo grande e non ti permetterò di cavartela così, devo assolutamente qualche cosa da fare per tè, anche se tu ti rifiuti di dirmi che cosa" disse assumendo un'aria pensierosa e buffa allo stesso tempo.
Ridacchiai, sforzandomi di allontanare lo sguardo da lei. "Ho trovato" disse lei facendomi fare un salto sulla poltrona. Si alzò e mi venne a fianco, mi pose una mano sulla testa iniziando ad accarezzarmi i capelli "Ti piaccio Aldo ?" domandò all'improvviso e io provai un grande imbarazzo che mi sforzai di nascondere "Che sciocchezze stai dicendo Maria" la rimproverai "No, non negare Aldo, ho notato come mi guardavi l'atro giorno quando ho preso il sole nuda, so di piacerti." Disse ed io non trovai la forza di replicare.
"ti piacerebbe vedere la mia micina Aldo" disse lei con voce vellutata, "Vorresti accarezzarmela" continuò ed io mi scossi "Smettila immediatamente Maria" dissi con voce roca "non fingere Aldo, non fingere con me" disse lei, e con un gesto improvviso, si infilò una mano sotto la corta gonna e fece cadere a terra le mutandine.
Lentamente, davanti al mio viso impietrito dallo stupore e dall'emozione, sollevò la gonna e mi mostrò il delicato pelo del pube. Un gemito sfuggì dalla mia gola, lei divaricò leggermente le cosce e potei ammirare la rosea bellezza della sua virginale vagina. Non potei trattenermi e mi avvicinai per vedere meglio e per assaporarne la deliziosa fragranza "Toccala Aldo, puoi toccarla se vuoi" mi disse lei senza smettere di accarezzarmi i capelli, ed io come in trance allungai la mano, iniziando a sfiorarle le grandi labbra, con le mie delicate dita da pianista.
Era calda e morbida, giocai con quella deliziosa pelle, intrufolai le dita tra le rosee labbra, risalii sino ad incontrare il giovane clitoride, a sentirlo reagire al mio tocco. Continuai dimentico del tempo, sino a che lei non incominciò lentamente a bagnarsi emanando nuove fragranze , allora non riuscii più a controllarmi e feci un balzo in avanti affondando il mio viso tra le sue gambe premendo le mie labbra sulla tenera fessura, frenetico quasi a colerla mangiare tutta .
Lei si scosse con un gemito e si sottrasse "Forse stiamo un poco esagerando" disse lei affrettandosi a rimettersi le mutandine "Hai ragione scusami scusami" mi scusai io, frastornato :"Non è nulla, stai tranquillo, e per dimostrarmelo mi venne vicino e mi diede un bacio sulla fronte, poi si allontanò in fretta uscendo dalla stanza e lasciandomi solo e fremente.
Quell'incontro accelerò la mia metamorfosi e l'essere prese il sopravvento ed il controllo del mio corpo.
Impazzito attesi l'istante propizio per rimanere nuovamente solo con Maria. L'occasione venne quando lei portò a casa la macchina nuova, era entusiasta, la presentò alla mamma che rimase impassibile e se ne andò subito dopo brontolando.
Carla non si voltò nemmeno quando lei le urlò "Vieni mamma vieni che ti faccio fare un giro per provarla"
"Ci vengo io ad accompagnarti se vuoi" mi offrii io "Non avrai paura, sai io guido come una matta" io scossi la testa "Vedremo, se avrò paura ti chiederò di accostare" le risposi e mi avvicinai alla macchina salendovi.
Effettivamente lei guidava come una matta, ma troppo preso da lei per accorgermene, La fissavo bella radiosa e sorridente, ed il mostro in me lavorava incessantemente.
"accosta ti prego Maria" le dissi "Ma non stavo andando troppo forte" disse lei protestando, "Accosta per favore, li, guarda, li c'è un viottolo". Era un viottolo di campagna, ombroso ed apparentemente abbandonato, lei obbedì e l'infilò togliendosi dalla strada "Non ti senti bene ?" domandò, chinandosi verso di me a guardarmi. Il suo profumo mi assalì ed io persi ogni controllo "No bambina mia stai tranquilla, sto benissimo" dissi prendendole il viso ed incominciando a baciarla sulle guance "Ma l'altro giorno tu hai risvegliato emozioni che avevo dimenticato ed io non capisco più nulla, ti prego Maria ti prego, toccami ed io ti regalerò qualunque macchina tu voglia, qualunque cosa desideri" le dissi come impazzito. Lei mi allontanò guardandomi severa "Calmati Aldo, calmati" mi disse ed io improvvisamente rinsavii e presi immediatamente a piagnucolare scusandomi "Ho mio dio che cosa ho fatto, scusami scusami tanto Maria, non accadrà più" dissi, quasi singhiozzando "Lei mi pres!
e a sua volta per le spalle "Stai calmo Aldo, non è successo nulla" mi disse ed io mi calmai un poco "Non c'è bisogno che tu mi regali nulla, stai tranquillo, sono ben contenta di toccarti, anzi farò di meglio" mi disse mentre io la fissavo incredulo ed un sorriso malizioso comparve sul giovane volto e la sua tumida lingua leccò le morbide labbra.
All'improvviso sentí le sue mani su di me, armeggiavano con i miei pantaloni, slacciavano i pantaloni, abbassavano la zip. Poi lei immerse la mano e la estrasse trascinando con se il mio membro semi eretto. Si sporse dandomi un bacio sulle labbra, poi rapida si chinò e sentì il calore della sua bocca circondare il mio membro"
La sua calda e tumida lingua prese a vellicarmi il glande mentre le piccole mani sollecitavano ritmicamente l'asta. Miracolosamente il mio pene continuò ad inturgidirsi ed ad ingrossarsi nella sua bocca.
La sua testa prese ad ondeggiare mentre le sue labbra mi massaggiavano l'asta scorrendovi sopra e la lingua continuava a lavorare sul glande. Ormai ero completamente eretto e lei continuava a pomparmi con decisione. Le sue piccole mani raggiunsero le mie palle iniziando ad accarezzarle, io allungai una mano e le sollevai la gonna, prendendo ad accarezzarle le sode chiappe, e lei non si sottrasse ed io palpai eccitato. Ad un tratto lei si alzò mentre con la mano continuava a masturbarmi "Ti piacerebbe venirmi sulle tette " mi disse lei fissandomi con eccitazione mentre la sua mano accelerava il ritmo io scossi la testa in senso affermativo senza riuscire a pronunciare parola.
Lei con un sorriso si sollevò la maglietta mostrandomi le sue stupende tette, non portava reggiseno. Poi tornò a stendersi su di me e sentì il mio membro sfiorare quelle deliziose carni, mentre la piccola mano continuava a masturbarlo. Il ritmo crebbe e la pressione divenne insostenibile ed ad un tratto fui colto dal mio primo orgasmo dopo oltre 10 anni. Il cazzo si contrasse e dopo qualche istante lo sperma fuoriuscì con violenza che sorprese sia me che lei, imbrattandole i seni, ma giungendo persino a schizzarle il viso ed i capelli. L'orgasmo di un uomo di 75 anni non può certo rivaleggiare con quello di un giovane, e ben presto io rimasi boccheggiante, mentre il vigore sfuggiva rapidamente dal mio vecchi membro. "Cazzo Aldo , guarda cosa hai combinato, ti avevo detto di venire tra le tette non sulla faccia" ridacchiò lei alzandosi e voltandosi verso di me, una grossa goccia di sperma le bagnava la punta del nasino , emisi un gemito quando la sua tumida lingua spuntò tra!
le labbra carnose e saettando raggiunse la goccia leccandola e risucchiandola in bocca "UHMM" gemette lei, come assaporando un buon vino "Delizioso questo sperma d'annata" disse si chinò a baciarmi sulle labbra, poi si girò e prese un klinezx dalla borsetta cercando di ripulirsi il petto ed i capelli. Poi soddisfatta tornò ad occuparsi di me.
Io stavo goffamente armeggiando per rimettermi in ordine, lei mi diede amorevolmente una mano, controllando il risultato poi mi diede un'altro bacio "Ora che so che sei tanto buono, la prossima volta ti faccio godere nella mia bocca" mi disse e ridacchiando riaccese la macchina e ripartì, riconducendomi a casa.
Fui molto scosso da quel pomeriggio, e per giorni venni tormentato da sensi di colpa, ma mi accorsi in seguito che sensi di colpa e desiderio non possono coesistere. Dopo circa una settimana, il mio desiderio per Maria tornò a crescere, e i sensi di colpa gradatamente svanirono nel nulla.
Una sera, dopo cena, Maria era in cucina, intenta a rigovernare. Carla era in giardino a bagnare i fiori che aveva sistemato. Con la scusa di prendere un bicchiere d'acqua andai in cucina , passi vicino a Maria "E` solo un'impressione o hai messo su qualche chilo" le dissi "Non mi ricordavo un culetto così pieno "Dissi e le appoggiai una mano sul sedere accarezzandoglielo attraverso la gonna. Lei si voltò e mi fece una boccaccia "Questa notte vengo da te e te lo mostro, così vedrai che è sempre lo stesso" rispose, poi si voltò e riprese a lavare i piatti "Non porto le mutandine, non vuoi vederlo di sfuggita già adesso" mi disse, e io con mano tremante, le sollevai la gonna, gemendo alla vista di quelle meravigliose chiappe, iniziando a palparle con l'atra mano.
Non avrei più voluto muovermi, ma finalmente riusci a staccarmi da lei, ed ad andare a prendere l'acqua, poi con il bicchiere in mano uscì andando a leggere un libro in biblioteca.
Quella sera andai a dormire presto, ma tenni la luce accesa cercai di leggere, mentre aspettavo la promessa visita di Maria. Per fortuna i vecchi hanno bisogno di poco sonno, lei arrivò molto dopo mezzanotte" Era bellissima, con solo una camicia addosso che le faceva da pigiama.
Con entusiasmo giovanile saltò sul letto e si tolse la camicia rimanendo stupendamente nuda pavoneggiandosi davanti ai miei occhi adoranti "Allora sono ingrassata ?" mi disse ed io ammisi "Era solo una scusa per palparti il culo, sei stupenda" "Grazie signore" disse lei e si chinò a baciarmi. La sua lingua era fresca e sapeva di menta, si era appena lavata i denti, la assaporai vorace.
La forzai a stendersi sul letto e lei facendo una falsa voce spaventata mi disse "Non avrai brutte intenzioni spero" "No, fidati" le dissi.
Volevo sentire nuovamente il suo profumo, gustare la dolcezza del suo ventre, e scesi con il volto tra le sue coscie, lei prontamente le divaricò leggermente e pochi istanti dopo la mia lingua e le mie mani lavoravano sul suo sesso.
Dapprima le mie mani le titillarono il clitoride mentre la lingua scorreva tra le grandi labbra, poi il ruolo s'invertì e presi a tormentarle il tenero bottoncino con la punta della lingua, quindi a succhiarglielo con labbra avide, e eli prese a rispondere ai miei tocchi e prese a bagnarsi emanando il suo delizioso profumo che m'inebriò e mi scatenai, leccandola, baciandola, accarezzandola sino a che sorprendentemente non la sentii fremere in preda ad un'orgasmo.
Lei si contorse tutta, gemendo e pronunciando il mio nome, mentre i suoi umori colavano copiosi sul mio viso.
Lentamente i suoi spasmi si allentarono mentre continuavo a leccarla. Ad un tratto si sottrasse a me e di scatto prese a spogliarmi. Tentai d'oppormi "No Maria, sono vecchio e brutto" "Ti voglio nudo, non fare storie" disse lei incurante e poco dopo ero nudo e steso sul letto e lei succhiava con abilità il mio cazzo eccitato. Lo faceva apertamente questa volta, fissandomi negli occhi, mostrandomi ogni dettaglio, soffermandosi a lungo giocando con la piccola lingua sul glande eccitato mentre la mano mi masturbava.
Ero duro, durissimo, come non avrei mai sospettato di poter essere lei prese a strusciare sul mio corpo, il cazzo le passò tra i seni sodi e vellutati. Strusciò sul ventre sino ad incontrare il morbido vello della vagina quando lei giunse a baciarmi "Ti voglio dentro, te la senti" mi disse io annuì e la sua piccola mano mi condusse a penetrarle l'intima fessura. Lei si rialzò mentre spingeva in basso i fianchi facendomi affondare nell'umida vagina. Io mi sporsi iniziando a palpare e baciare i seni che mi ondeggiavano davanti mentre eli incominciava a muovere i fianchi avanti ed indietro.
Con il volto tra i seni, , spostai le mani sulle giovani e sode natiche, palpandole con foga, mentre prendevo ad assecondare i suoi movimenti con i miei, scopandola furiosamente, quasi fossi un giovincello. Dopo un po, lei si chinò su di me e mi sussurrò "Non ti dimenticare che voglio bere il tuo sperma, avvisami in tempo" e subito dopo mi baciò affondando profondamente la sua lingua nella mia bocca e intrecciandola con la mia.
"Ora piccola mia, ora, sto per godere" le sussurrai molto tempo dopo e lei rapida scivolò lungo il mio corpo e si stese tra le mie gambe ed impugnato il cazzo se lo portò alla bocca immergendo il glande tra le morbide labbra. Prese a masturbarmi mentre mi fissava e la sua lingua scorreva veloce sul glande. La mia eccitazione crebbe per quell'immagine perversa della deliziosa ragazzina che mi succhiava il vecchio cazzo. Venni continuando a fissarla. Lei chiuse gli occhi incominciando a gemere, mentre il mio sperma le allagava la bocca, vidi le gote agitarsi mentre succhiava avidamente, la gola contrarsi e rilassarsi mentre ingoiava le calde bordate, mi abbandonai esausto e lei continuò a succhiarmi e leccarmi sino a ripulirmi completamente poi risalì e mi baciò sulle labbra teneramente "Squisito, con uno spuntino simile, domani mattina non avrò bisogno di colazione. E con una risatina sommessa prese la camicia infilandosela e se ne andò, lasciandomi solo ed esausto.
Pochi minuti dopo mi assopivo pensandola.
Da quel giorno incomincia a coprire Maria di regali, incurante di Carla e di chiunque. Poche settimane dopo, al termine di una furiosa litigata con la figlia, Carla abbandonava la mia casa, ora vivo acciaccato ma felice con la mia splendida Maria, che mi dona momenti di assoluta estasi. Nessun rimorso, nessun rimpianto, il vecchio Aldo è definitivamente scomparso. Sono ormai solo un vecchio satiro libidinoso, alcuni vecchi amici sono venuti a riportarmi le dicerie e le malignità della gente, ma a me non importa nulla.
L'unica cose che mi importa è che Maria questa sera scivolerà nel mio letto e se manterrà la promessa fatta, questa notte, per la prima volta in vita mia possederò analmente una donna, il mio delizioso angelo di 22 anni. Riuscirà il mio cuore vecchio e stanco a resistere a tanta emozione ?.
Chissà, forse si, forse no, in ogni caso, questa notte sarò un uomo felice.
La mia segretaria era molto efficiente.
Curava con attenzione tutte le pratiche che le affidavo.
Aveva un solo difetto, non era carina.
Piccola di statura, non proprio magra, bruttina di viso.
Unica caratteristica apprezzabile, un seno enorme.
Si chiamava, Orsola.
Una sera in cui ero molto stanco, lei entrò nella mia stanza per comunicarmi che purtroppo avevamo perso un importante affare.
Una giornata da dimenticare.
Vedendomi afflitto e stanco, Orsola mi disse:
- dottore, le faccio un massaggio ? -
- perchè no !- risposi.
Mi si avvicinò e, contrariamente ad ogni mia aspettativa, cominciò ad massaggiarmi energicamente il torace. Provai un notevole senso di sollievo.
- Orsola, lei è molto brava - le dissi.
- so fare di meglio, se vuol provare - ribattè lei.
Mi sentii imbarazzato ma, incuriosito risposi di si.
Orsola si tolse la giacca e cominciò a stringermi, tirarmi, spostarmi, giostrando con il mio corpo, le spalle, le braccia, le gambe, le articolazioni, il collo con grande capacità e maestria. Mi sentii come rinato. La stanchezza era scomparsa. Era altresì comparsa una strana eccitazione, dovuta al ripetuto contatto con il suo corpo, accaldato per lo sforzo, ed in particolare con il suo abbondante seno.
Questa eccitazione, peraltro inattesa e non voluta, si era manifestata con un parziale indurimento del mio pene.
- Orsola lei è una maga del massaggio - dissi, nascondendo l'imbarazzo.
- Dottore, vuole che vada avanti - aggiunse lei sorridendo.
- Certo, continui pure - risposi maliziosamente.
Orsola mi lasciò stupefatto. Cominciò a massagiarmi le spalle, facendo al contempo scorrere la sua gamba destra attraverso le mie.
- Dottore, ma lei si è eccitato, noto che ha il cazzo duro -
- Ma, veramente ...... - balbettai, arrossendo.
- Non si preoccupi ci penso io -
E senza darmi il tempo di controbattere, si inginocchio tra le mie gambe, mi aprì i pantaloni e prese il mio pene in mano.
- Orsola, cosa fa - le dissi sorpreso.
- Dottore, io sono la sua segreteria ed è mio dovere badare al suo bene ed alla sua serenità, ma se vuole io smetto subito e torno alla mia scrivania - rispose, stringendo in mano il mio sesso ormai durissimo.
Ero esterrefatto, Orsola la mia segretaria super efficiente, tutta dedita al lavoro, mi stava masturbando delicatamente.
- Mhhhhhhh continui pure Orsola, la prego - le dissi.
- Vuole che le faccio un pompino, dottore - rispose lei accondiscendente.
- Siiiiii, per carità lo prenda in bocca -
Orsola cominciò a leccarlo e a baciarlo, poi se lo infilò in bocca e cominciò a succhiarlo avidamente. Su e giù con la testa, succhiava il mio cazzo, lo leccava in punta, lungo tutta la sua lunghezza, poi lo riprendeva in bocca e lo succhiava di nuovo. Se lo spingeva tutto in bocca fino ai testicoli, fino in gola.
- le piace, dottore, le piace come le succhio il cazzo - mi chiese spudoratamente.
- Shhhhggggg, lei è una troia Orsola, mi sta facendo un pompino eccezionale -
- Voglio che lei stia bene dottore - insistè riprendolo in bocca.
Si tolse la camicia e rimase in reggiseno. Il suo seno era veramente grandioso.
- Ora la faccio divertire, dottore, il suo bel cazzo mi ringrazierà -
- Si Orsola, fammi godere -
Si infilo il mio pene sotto il reggiseno tra le sue imponenti tette ed inizio a dimenarsi, masturbando il cazzo tra le tette. Era così brava a muoversi che io ero ormai in preda ad un piacere sfrenato nel vedere la mia fedele Orsola che mi faceva una superba sega spagnola. La sua tecnica era così perfetta che, con il cazzo ben piantato fra le morbide tette, lei accoglieva la punta del cazzo in bocca dove lo lubrificava con la lingua cospargendolo di saliva. Poi giù di nuovo fra le tette dove ormai scorreva perfettamente grazie alla saliva lubrificante, poi in bocca. Una sensazione unica.
- Le piace dottore, le piace chiavarmi fra le tette e in bocca -
- Siiiiiii troia di una segretaria, sto per venire -
- Aspetti dottore, non è ancora il momento, si alzi - mi chiese.
- Cosa vuoi fare Orsola - le dissi alzandomi.
- Voglio leccarle le palle, dottore, se lei vuole -
Mi tirò giù i pantaloni fino alle caviglie e sollevando il pene con una mano inizio a leccarmi i testicoli con voluttà. Con l'altra mano mi accarezzava il sedere ormai nudo. Era un crescendo di piacere e di sorpresa. La mia segretaria era una abilissima troia.
- Si, Orsola, leccami, baciami le palle -
Orsola leccava e succhiava le palle, poi tirava giù il cazzo e lo prendeva in bocca, lo leccava e lo succhiava, tornava alle palle e le cospargeva di saliva, le prendeva ad una ad una delicatamente in bocca, poi di nuovo leccava il cazzo fino alla punta e se lo infilava in bocca. Io sentivo il piacere risalire dal profondo del cervello e correre lungo il corpo, volevo venire, ma non potevo, non vi riuscivo. Quando me lo succhiava sentivo che stavo per eiaculare, ma lei immediatamente, quasi accorgendosene, lo lasciava e riprendeva a leccarmi le palle. La mano destra poi aveva preso possesso del mio sedere e lo accarezzava, si infilava nel solco tra le natiche fino all'ano, lo solleticava amorevolmente, lo stuzzicava con un dito, lo sfiorava, poi lo aggrediva quasi a penetrarlo provocandomi infiniti sobbalzi.
- Ora le voglio leccare il culo, dottore vuole che le baci il buco del culo -
E ciò dicendo, senza aspettare la mia risposta fu dietro di me, mi spinse leggermente facendomi flettere verso la scrivania e cominciò ad ungere il mio ano con la sua saettante lingua. Intanto con le mani mi accarezzava il pene e lo scroto. Non finiva mai di stupirmi. La sua lingua cercava di insinuarsi nel mio sedere quasi a volermi sodomizzare.
- Dottore sono la sua segretaria, cos'altro vuole che faccia -
- Voglio chiavarla in bocca, Orsola e poi godere -
- Mi versi pure lo sperma in bocca dottore, voglio sentire il suo sapore -
La feci stendere sulla scrivania, con la testa riversa oltre l'orlo e mi avvicinai a lei. Il mio pene erto e duro era a pochi centimetri dalla sua bocca. Riusciva a leccarlo, ma non ad ingoiarlo. Le accarezzai i seni. Erano grossi e flaccidi. Glieli strinsi con cattiveria.
- Ohhhhhhh si, mi faccia male, dottore, la prego - fece Orsola
Le spostai il reggiseno scoprendole le tette. I suoi capezzoli erano grandi e duri e si ergevano prepotenti sui seni flaccidi e cascanti. Gli presi i capezzoli tra le dita e li strinsi, poi li tirai con ferocia.
- Mmmmmmmm ahhhhhh ahiiiiiii - si lamento Orsola.
- Scusa Orsola, mi dispiace - le dissi pentito.
- Li morda dottore, li tormenti tra i denti -
Orsola era troia indescrivibile, ed io non me ne ero mai accorto. Mi infuriai. Le presi una tetta in bocca e la morsi con violenza.
- Ahhhhhhhhhhh - gridò Orsola
Poi gli leccai e gli succhiai le tette. A lungo con voluttà. Lei apprezzava e mugolava, si leccava le dita e le labbra, godeva. Cercava di allungarsi e di sporgersi per prendersi il cazzo in bocca, ma non vi riusciva.
- Mi chiavi in bocca, dottore, voglio il suo cazzo in bocca - urlava
- Siiiii, ora la fotto, Orsola, le riempio la bocca - ribattei
- Lo voglio, voglio la sua sborra in gola - pregava
Le afferrai la testa fra le mani e le sprofondai il cazzo in gola. Cominciai a chiavarla, prima lentamente poi a ritmo elevato. Il mio pene scompariva nella sua gola per poi uscirne e rientrare, serrato nella sua bocca deformata dallo sforzo di succhiare. Lei assecondava i miei movimenti e li intensificava cingendomi il bacino con le mani e incitandomi a chiavarla con maggior veemenza.
- Mmmmmggggggg slurppppppp - mugolava come impazzita
Due o tre volte fu scossa da conati di vomito dovuti alla pressione che il mio cazzo esercitava nella sua gola, ma non si fermava spingendosi il cazzo sempre più dentro la bocca. Nonostante fossi allo spasimo non riuscivo a godere. Ad un certo punto esausto mi fermai e lo estrassi dalla sua bocca.
- Non si preoccupi dottore, venga -
Si stese sulla scrivania in posizione perpendicolare rispetto a me e cominciò a masturbarmi dolcemente.
- Appoggi il suo cazzo qui fra le mie labbra e si muova lentamente -
Lo feci. Lei con il mio cazzo fra le labbra lo leccava instancabile, lo ungeva di saliva, lo stringeva e lo carezzava.
- Venga dottore, mi eiaculi in bocca, la prego -
Questa posizione mi piacque molto, mi rilassai e stringendo tra le mani un seno di Orsola, raggiunsi l'agognato orgasmo.
- Siiiiiiii, mi bagni, mi inondi, mi allaghi la bocca -
Le schizzai in bocca fiotti di sperma caldo, lo ingoiò, le spruzzai in faccia e sulle labbra. Il piacere mi trapassò da parte a parte. Il miglior orgasmo della mia vita. Orsola si sparse con le dita lo sperma sulla faccia, si lecco le dita, riprese il cazzo in bocca e lo succhio finché il pene non tornò alle normali proporzioni.
- Posso chiederle un piacere, dottore - disse Orsola.
- Certo - risposi.
- Mi sputi in bocca, sa è una abitudine - mi chiese.
Sconcertato da questa richiesta, ma riconoscente per l'incredibile orgasmo raccolsi tutta la saliva che avevo in gola e aavvicinando la mia bocca alla sua sputai una gran quantità di saliva. Orsola aprì le labbra, accolse la mia saliva in bocca e la ingoiò.
- Grazie dottore, ha ancora bisogno di me - disse ricomponendosi
- No Orsola, puoi andare - le dissi.
- Quando vuole, posso offrirle il mio culo - riprese
- Si, ho capito che sei una segretaria tuttofare -
- Buona serata dottore -
- Arrivederci Orsola, Arrivederci -
Mi chiamo Ruggero, ho 42 anni, e da sempre vivo in una tranquilla cittadina del centro Italia, ho una bella casa, una villetta piccola ma ben fatta, con un bel giardino e tanto verde tutt'attorno, sono sposato da 15 anni con Katia, la mia unica donna, tralasciando alcuni flirt giovanili ed un paio di avventure senza significato.
Katia è una bella donna, bionda naturale, alta 1.70m, snella ma aggraziata con un bel seno terza misura, e lunghe gambe affusolate. Calma e riflessiva, ha riempito la mia vita da sempre stemperando la mia irruenza con la sua dolcezza, riuscendo ad essere anche un'amante disponibile e comprensiva. Anche a letto il nostro rapporto infatti ha ricalcato il resto della nostra vita, appagante, ma non sfrenata, di quella solidità un poco contadina ,così provinciale ma anche tanto tranquillizzante.
Alcuni mesi fa, nella villetta vicino alla nostra, è venuta ad abitare una giovane coppia, Lui poco più che trentenne, le appena 22 anni, Carlo e Miriana. In una grande città queste cose probabilmente non si notano nemmeno, ma nella tranquilla provincia sono quasi un avvenimento, un qualche cosa che ti cambia la vita......
In poche settimane la nostra è diventata una vera amicizia,, Katia, ha subito legato con Miriana, passando lunghe ore ad aiutardla a sistemare tutte le cose che restavano accumulate negli scatoloni dopo il trasloco. Io dea parte mia ho aiutato Carlo nella sistemazione della casa.
Circa un mese dopo il loro arrivo, tutto era finalmente a posto, e per ringraziarci, Carlo e Miriana ci invitarono a cena. Ci presentammo puntali alle 20, come stabilito e ci venne ad aprire Miriana, per la prima volta mi accorsi di quanto era carina, molto più piccola di Katia, ma decisamente carina, con quel suo caschetto di capelli nerissimi tagliati corti, indossava un mini abito aderentissimo che lasciava ben poco all'immaginazione. Dovetti sforzarmi per non mostrare troppo i sentimenti, non proprio lusinghieri, che provavo in quel momento.
Miriana ci fece entrare ed accomodare e poco dopo arrivò Carlo, portando bicchieri ed una bottiglia, che stappò, brindammo, e Miriana portò degli antipasti da mangiare con l'aperitivo. La cena fu squisita, ottimo cibo ed ottimo vino, e dopo cena andammo in salotto a bere dei liquori mentre chiacchieravamo amabilmente. Carlo insistette per mostrarci i filmini delle loro vacanze, eravamo tutti un poco alticci e quando sullo schermo comparve la splendida immagine di Miriana in toples, io feci un lungo fischio eccitato, mi bresi una sberla scherzosa da Katia e tutti ridemmo. Carlo prese a chiedermi di promettergli che alla prima occasione gli avrei mostrato i filmini di Katia in topless.
L'insolita serata, mi aveva molto eccitato, così, quando ritornammo a casa, feci all'amore con Katia in modo particolarmente scatenato, lei se ne accorse e quando finimmo , prima di addormentarsi mi disse,"Se queste cene hanno sempre questo effetto chiederò a Miriana di invitarci più spesso".
La nostra amicizia, si consolidò, e spesso trascorrevamo insieme le calde serate d'estate, io e Carlo a fare piccoli lavoretti assieme o a chiacchierare tranquillamente e lo stesso Miriana e Katia. Carlo era un'appassionato di cinema e fotografia. Una sera mi condusse nel suo studio e mi mostrò la sua collezione di fotografie, era molto bravo, vi erano foto di tutti i tipi, sia persone che paesaggi, monumenti, oggetti. Pur non essendo un esperto le apprezzai "Bellissime, hai del talento, ma come mai Miriana non compare mai nelle tue foto ?" gli domandai "Compare, mio caro, compare eccome, ma a lei ho dedicato una sezione particolare della mia raccolta" mi disse ridacchiando "Ti piacerebbe vederne qualcuna Ruggero ?" mi domandò ed io annuii "Ma mi devi promettere di non dirlo a Miriana, sai, lei non vuole che le mostri" mi disse, ed io giurai solennemente alzando la mano.
Carlo prese un raccoglitore dagli scaffali. Lo aprii e rimasi subito folgorato, da una grande fotografia di Miriana completamente nuda e sdraiata sul letto in una posa molto Sexy. "Capisci perché non vuole che le mostri" disse lui dandomi una pacca sulle spalle, io inghiottii e ripresi a sfogliare, Miriana compariva quasi sempre nuda o poco vestita, provocante, eccitante, a volte oscena in pose invitanti ed inequivocabili, ma fu l'ultima foto che mi sconvolse più di tutte, ritraeva Miriana in ginocchio, ai piedi di un gigantesco negro, intenta a succhiare con foga il grosso cazzo nero.
Non riuscivo a staccare gli occhi dalla foto, e non sapevo cosa fare, come guardare nuovamente Carlo "Vedo che ti interessa molto questa foto, ho sei solo scandalizzato ?" ruppe il silenzio lui, io mi feci forza e staccai lo sguardo dalla foto, voltandomi versoi di lui che mi sorrideva "No, non scandalizzato, solo sorpreso:" dissi "Sorpreso, davvero ?" disse lui "Tu e Katia, come fate per mantenere vivo il vostro rapporto ?" mi incalzò "Ma sai, le solite cose " balbettai io "Si, abbiamo provato anche noi i primi tempi, ma non ha avuto un grande successo" rispose lui, andando tranquillamente a sedersi su di una poltroncina "Poi un giorno le ho confessato le mie fantasie, lei mi ha capito, e da allora è incominciato tutto, un meraviglioso gioco per noi ed i nostri amici che dura da oltre due anni" continuò mentre io lo guardavo stupito. "Anche lei si diverte un sacco sai, anzi molte volte, è lei ad inventare i nostri giochi".
Non sapevo cosa dire, lo guardavo imbarazzatissimo "Hai mai provato con Katia ?" mi domandò ed io risposi come un automa "No, certo che no, lei non è il tipo" dissi convinto "Davvero ?" disse lui con un tono di voce che mi lasciò sorpreso "Cosa intendi ?" gli dissi allarmato "Niente, niente, solo che spesso i mariti non conoscono a fondo le proprie mogli. Ad esempio, se io ti chiedesi se a tua moglie piacciono le donne tu che cosa risponderesti ?" disse lui con un sorriso.
M'irrigidii e risposi con veemenza "Certo che no, che cosa diavolo ti viene in mente, Katia non è lesbica, me ne sarei accorto non credi" "Ma io non ti ho chiesto se è lesbica, ma solo se a tua moglie piacciono le donne. Molte donne sono fondamentalmente bisessuali senza saperlo, e lo nascondono anche a se stesse a causa di stupidi tabu." rispose lui con calma e senza abbandonare il sorriso. Io scossi nuovamente la testa "No, ne sono sicuro" "Quindi non mi crederesti se ti dicessi che l'altro giorno, Katia e Miriana si sono divertite un sacco assieme ?" mi domandò "Tu devi essere impazzito" dissi e mi alzai per andarmene "Se sei così sicuro, potrai almeno concedermi un ultimo piccolo favore ?" mi disse lui fermandomi. "Che cosa vorresti ?" gli domandai io brusco "Niente , solo che tu mi segua, adagio adagio, senza far rumore, e che mi prometta di rimanere tranquillo " rispose lui, io annui.
Lui aprii lentamente la porta, , e mi condusse a passi felpati, verso la cucina, si sporse leggermente dallo stipite poi, indietreggio e mi fece cenno di prendere il suo posto, ricordandomi nuovamente di fare silenzio, con un gesto. Lentamente, mi avvicinai alla porta, il cuore mi pulsava impazzito, sporsi leggermente la testa, e rimasi paralizzato. Mia moglie, Katia, era appoggiata al lavello, con la gonna sollevata, le mani sui seni con Miriana accosciata davanti a lei, il volto immerso nel suo sesso, intenta a leccarla furiosamente, la gonna sollevata e la mano sul sesso intenta a masturbarsi altrettanto furiosamente.
Per alcuni istanti, rimasi paralizzato a guardarle, mentre il mio sesso s'inturgidiva velocemente, poi sconvolto mi ritrassi bruscamente. Carlo mi ricondusse nello studio "Siamo due uomini fortunati Ruggero, abbiamo due splendide mogli, credo che stassera entrambe saranno caldissime ed assetate d'amore" mi disse mentre io mi accasciavo sulla poltrona, combattuto tra eccitazione e rabbia, incapace di calmarmi.
Con molta fatica, riuscii a ricompormi, io e Carlo uscimmo, e io salutai e presi Katia. Insieme tornammo a casa, non parlammo. Come aveva previsto Carlo Katia quella sera era caldissima, prese lei l'iniziativa, succhiandomi a lungo e con una passione che non le conoscevo, io mi eccitai, tremendamente. Ricordando quelle poche immagini rubate di lei e Miriana la rovescia sotto di me e la penetrai, facemmo all'amore selvaggiamente ed alla fine giacemmo esausti .
"Ti piacciono Carlo e Miriana" le domandai "Certo sono simpatici" rispose lei strofinandosi su di me "Non intendevo in quel senso, intendevo sessualmente" le dissi io e lei ebbe un soprassalto "Sei impazzito ?" mi domandò senza avere il coraggio di guardarmi "No, semplicemente ti ho visto con Miriana questa sera" le dissi, e lei lanciò un gemito soffocato e si mise a piangere, farfugliando scuse insensate. Io presi ad accarezzarle i capelli ed a tranquillizzarla.
"Tranquilla amore, non è successo nulla, o meglio, non sono arrabbiato, solo eccitato", lei trovò la forza di guardarmi, io la attirai a me e la bacia, poi incomincia a raccontargli tutto di Carlo e Miriana. Le dissi poi che trovavo eccitante Miriana, che mi eccitava l'idea che noi 4 potessimo farlo tutti assieme, diedi libero sfogo alle mie fantasie. Lei mi fissava senza parlare, quando ebbi finito, lei rimase in silenzio "Questa volta sono io ad averti scandalizzato ?" le domandai, e lei scosse la testa, e per tutta risposa si chinò, e prese in bocca il mio pene che nel frattempo si era nuovamente eccitato. Iniziò a succhiarlo e mastrubarlo con grande foga, non fermandosi nemmeno quando la avvisai dell''orgasmo imminente. Per la prima volta in vita sua, lei mi fece venire nella sua bocca, e bevve golosamente il mio seme.
Nei gironi successivi, vedemmo poco Carlo e Miriana, tutti intenti a complottare la nostra prima esperienza trasgressiva. Li invitammo a cena, una serata apparentemente normale, poi dopo cena, ci radunammo in salotto e Katia con una scusa si allontanò. "Carlo, mi avevi chiesto tempo fa di mostrarti i filmini di Katia in toples, ti ricordi" chiesi con noncuranza, "Veramente no, ma non mi meraviglerebbe di averlo fatto veramente" rispose lui ridacchiando stringendo affettuosamente Miriana. "Purtroppo, io non sono come te, non faccio molte foto, e non ho mai fatto un filmino, per cui ti dovrai accontentare dell'originale" dissi e appena ebbi concluso le parole, Katia comparve nella stanza, indossando solamente un minuscolo costume a perizoma, e sfoggiando il suo meraviglioso Toples.
Un sorriso compiaciuto e malizioso comparve sul volto di Carlo "I miei complimenti Ruggero, tua moglie ha un meraviglioso paio di tette" commentò applaudendo "Tesoro, non vorrai sfigurare di fronte alla tua amica" disse poi rivolto alla moglie. Miriana sorrise, alzandosi e sfilando rapidamente il vestito rimanendo in mutandine e reggiseno, ma pochi istanti dopo anche quello volava via . Io applaudii a mia volta.
Miriana si chinò su Carlo e gli sussurò qualche cosa in un'orecchio "Per me va bene, ma prima chiedilo anche a Katia", la brunetta corse eccitata da Katia e la scena si ripetè, ma questa volta anche Katia le disse qualche cosa in un'orecchio. Miriana mi raggiunse e si chinò su di me. Le sue giovani tette erano sode e ben formate e quando si chinò su di me sembrarono ancor più grandi "Ruggero tesoro, io muoio dalla voglia di succhiartelo, ma Katia non mi da il permesso se tu non le concedi di fare lo stesso a Carlo, ti prego acconsenti" mi disse implorante ed io annuì, voltandomi e sorridendo a Katia.
Con un'urletto Miriana si gettò ai mie piedi, armeggiando con i miei pantaloni, me li sfilò, e mi strappò letteralmente le mutande, prese in mano il mio cazzo semi eretto e dopo averlo masturbato un poco se lo affondò in bocca con un gemito di soddisfazione.. Quando fu ben duro, prese a lavorare abilmente di lingua sul glande e sull'asta, voltai lo sguardo verso Carlo, Katia, mi fissava, mentre il cazzo di lui le affondava in bocca e lui le palpava il bel culo. Miriana prese a succhiarmi avidamente le palle facendomi gemere di piacere, tornai a guardarla e lei continuò a succhiare fissandomi apertamente, poi risalì oscenamente con la lingua e riaccolse il cazzo in bocca affondandoselo tutto in gola.
Voltai nuovamente lo sguardo verso Carlo e Katia, lui si stava spogliando, ed anch'io presi a fare altrettanto. "Katia tesoro, posso scoparmi la tua amica ?" domandai "Certo Ruggero, io intanto proverò il delizioso cazzo di Carlo" rispose lei, interrompendo per un attimo il pompino. Presi Miriana per le spalle, e la feci alzare, lei mi salì in grembo ed io presi a strusciarle il glande sulla vagina madida d'umori, le con un gemito si abbassò facendoselo affondare nel ventre.
Mi sommerse il volto con le belle tettine ed io presi a palparle e baciarle, succhiandole i rosei e duri capezzoli, mentre le mie mani si posavano sul suo splendido culetto, palpandole golosamente le marmoree natiche. Lei si alzò prendendo a danzare con foga sul mio cazzo, voltai lo sguardo e vidi Katia carponi sul divano, con Carlo alle sue spalle che la scopava alla pecorina, chino su di lei intento a palparle le stupende tette. Lui si voltò e vide che li guardavo "Vieni Ruggero, lascia per un poco Miriana, a lei penseremo più tardi, credo che in questo momento Katia ti succhierebbe molto volentieri il cazzo" mi disse, io ebbi un attimo d'esitazione, ma Miriana si staccò da me e mi spinse a raggiungere i due.
Mi portai davanti a Katia porgendole il cazzo eccitatissimo , e lei sollevò la testa e lo accolse in bocca, iniziando a succhiarlo con foga. Io ammiravo la scena quasi fossi distante, ma vedere la mia donna scopata da un altro, percepire dalla voracità della sua bocca sul mio cazzo quanto le piacesse, ben presto scatenò anche me. Poco dopo io la afferravo per i capelli chiavandola letteralmente in bocca, gustandomi la sua lingua ed il massaggio vellutato delle sue labbra, mentre Carlo la scopava, facendole risuonare oscenamente le chiappe ad ogni affondo. Katia iniziò a gemere, travolta da un poderoso orgasmo che parve non terminare mai.
Carlo , si rivolse a Miriana "Vieni tesoro, ora penseremo a te" disse, Miriana mi prese e mi fece sedere, e si calò nuovamente sul mio cazzo affondandoselo nel ventre, Carlo si staccò da Katia che si abbandonò esausta sul divano. Raggiunse la moglie che danzava sul mio cazzo e la baciò palpandole voluttuosamente le tette, "Voiu anche me amore ?" le domandò e lei annuì furiosamente. Lo vidi portarsi alle spalle di Miriana, ma confuso dall'eccitazione non capii cosa stesse facendo, sino a che non la sentii gemere, e poco dopo percepii il cazzo di Carlo che, affondandole nel culo, passava a pochi millimetri dal mio, diviso solamente da una sottile parete.
Iniziammo a sbatterla congiuntamente con tutte le nostre forze, mentre le gemeva e ci incitava, poi Carlo si rialzò un poco e si voltò verso Katia , "L'hai mai fatto così Katia" sentii Carlo domandare a mia moglie. Volsi lo sguardo verso di lei, ci guardava con occhi, sorpresi ma allo stesso tempo eccitati "Senti come gode la tua amica, guarda come le piace" continuò lui. Entrambi la fottevamo con foga, e Miriana si era abbandonata su di me , gemendo in continuazione, scossa da furiosi orgasmi, "Riempitemi riempitemi tutta" gemeva "Voglio sentirvi godere dentro di me, voglio sentire la vostra sborra colami nella figa e nel culo" urlò, in preda all'esaltazione. Per me era troppo, venni fissando mia moglie che si masturbava, il mio cazzo prese a contrarsi incontrollato, ed a scaricare bordate di sperma nel ventre di Miriana.
Poco dopo anche Carlo veniva a sua volta, riempendole il culo e l'intestino di caldo sperma.
Io e Carlo ci accasciammo esausti, ma Miriana si spostò andando ad offrire la vagina alla bocca di Katia "Leccamela Katia, leccamela e bevi lo sperma di tuo marito" disse la brunetta, prendendo il volto di Katia ed affondandoselo tra le coscie, mia moglie lanciò un gemito, ma la vidi leccare avidamente mentre con la mano si accarezzava. Esterrefatto, la vidi godere nuovamente.
"Ruggero è stata una serata fantastica, ora dovrai darti da fare, con il culetto di tua moglie intendo, perché la prossima volta riserveremo a lei lo stesso trattamento ed è bene che tu prima la prepari adeguatamente" mi disse Carlo scoppiando poi in una grande risata.
Sono passati pochi mesi da tutto questo, ma ripensandoci, mi pare ancora impossibile che tutto possa essere accaduto tanto in fretta. Quando riguardo le foto dell'ultima festa a casa di Carlo e Miriana, rivedo mia moglie riempita in ogni buco, il volto stravolto dal piacere, stento a riconoscerla, ma.... mi piace oggi più di ieri, l'adoro, cosi terribilmente puttana, ma anche così unicamente mia, non tornerei mai più indietro, e lei pure. Entrambi siamo incredibilmente grati a Carlo e Miriana per la nuova vita che ci hanno donato.
“Insaziabile!” questo è il termine che meglio ti si addice in questo momento.
Non sarebbe esatto, corretto, adatto utilizzare parole più forti e, forse, eccitanti per te e per me quali: vacca, troia, porca, spudorata ninfomane…
Spingi il seno contro le sue labbra dopo esserti abbassata il corto vestito, vuoi sentire la lingua umida sui capezzoli inturgiditi dalla semplice idea di cosa ti sta per capitare. Offri il tuo corpo alle sue carezze, le cerchi strusciandoti contro di lui in un modo quasi volgare ma estremamente eccitante. Ti fai spogliare scoprendo il tuo corpo poco alla volta e mai completamente, esponi solo le parti di pelle che vuoi sentire stimolate ma non offri la tua totale nudità. Quasi un messaggio del tipo: “Puoi avermi, scoparmi, penetrarmi, riempirmi… ma non sarò mai completamente tua, sono del solo uomo che sa comprendermi a fondo… quello che mi sta guardando scopare con te!”
Io so che è questo il tuo messaggio, ma lui cosa comprenderà mentre osservi meravigliata il suo generoso membro che stringi tra le mani?
Non te ne preoccupi, il tuo unico scopo in questo momento è il piacere. Tuo e suo, poiché non neghi mai il meritato compenso a chi sa toccarti nel modo giusto.
T’inginocchi davanti a lui, gli cali i calzoni ed ingoi quel lungo pezzo di carne, lo lecchi e giochi con la lingua sul glande. Prepari il tuo improvviso amante all’amplesso.
Ti lasci toccare mentre si spoglia, spingi il seno contro le sue mani e chiudi gli occhi per concentrarti su ciò che senti, stai coltivando l’eccitazione, fai montare la voglia prima di farti montare.
Ora che gli slip ti sono sfilati via lo fai sedere e ti sistemi su di lui, non vuoi ancora accoppiarti, cerchi le sue carezze. Prima di unirti nel lungo amplesso vuoi farti toccare, stuzzicare. Intendi mostrare il corpo ed offrirgli la possibilità d’esplorarlo tutto, senza ritegno. Mi guardi e mi trasmetti parte della tua eccitazione quando quelle mani stringono la pelle candida.
Lo stendi sul letto e riprendi tra le mani il membro, forse non lo senti ancora abbastanza eccitato o forse non lo sei tu. Ingoi l’asta di carne e torni a giocare con il glande mentre gli poni il pube sulla faccia. Ti piace essere leccata mentre stringi tra le mani il suo membro, senti che ogni stimolo da te donato ti ritorna immediatamente. Hai un espressione eccitata e gaudente, sei bellissima quando sei così!
Stai godendo parecchio, improvvisamente sollevi la schiena e pressi il pube sul suo viso, gli spalmi letteralmente la vagina sulla faccia mentre ti lasci sfuggire un urlo liberatorio. Muovi il bacino come se stessi già scopando. Ora sei pronta a prenderlo.
Un rapido spostamento e ti ritrovi a cavalcarlo. Ti sei fatta penetrare senza alcuno sforzo, anzi lo hai cercato con foga sin che non lo hai sentito dentro. Ora ti muovi come solo tu sai fare ed i tuoi lunghi gemiti sono la colonna sonora di quest’amplesso. Il tuo amante entra ed esce da te con una regolarità spettacolare per nulla intimidito dal tuo ancheggiare a tempo, il membro ti penetra a fondo ogni volta, sparisce dentro di te e tu premi con forza il sedere contro le ginocchia come se non ti bastasse ancora, come se ne volessi ancora di più.
Hai un orgasmo violento, veloce e breve, mentre lui continua a muoversi. Non perdi il ritmo: godi e continui a muoverti come se questo piacere fosse solo il preludio di altri che ancora ti aspetti.
Sei insaziabile!
Non ti basta mai.
Prima che lui venga ti sollevi e lo fai uscire, poi ti stendi al suo fianco mentre riprendi fiato. Premi il sedere contro i suoi genitali e ti fai accarezzare, ricerchi altra eccitazione, quella che ti servirà per godere ancora.
Finalmente ti offri nuovamente a lui, punti la faccia sul cuscino e sollevi il sedere invitate. Lui ti prende, ti entra dentro e ti sbatte ancora. Con più forza ora che può muoversi libero. A te piace essere presa con violenza, ti fa sentire femmina essere immobilizzata da un palo di carne che viola ripetutamente il tuo corpo. Offrirti in quel modo esalta il lato animale che da sempre lotta con la tua razionale sessualità.
Sei soddisfatta ma vuoi ancora godere nella posizione che meglio consente al ventre di contrarsi intorno al sesso di un uomo: ti rigiri sulla schiena e apri le gambe. Lui ti afferra i tacchi delle scarpe e ti tiene aperta in quel modo, inizia a pomparti sin che non vede il tuo volto diventare cianotico per la mancanza di respiro di quest’ultimo ed intenso orgasmo.
Godi ancora, senza limiti.
Vorresti sentire ora il suo seme inondarti il ventre, desideri sentirlo pulsare dentro di te ma il finale lo avevamo già stabilito.
Appena riprendi fiato ti tuffi con la bocca sul membro e, dopo vari scambi di posizioni in cui sei arrivata a farti scopare anche la gola, lui ti viene dentro. Il suo seme ti soffoca, ti sento gemere per l’abbondanza impossibile da ingoiare o forse gemi per la delusione di non sentila nel ventre quella meraviglia calda.
Sei stata ancora una volta magnifica, splendida ed eccitante. Mentre ti rivesti mi baci e sento l’odore dell’altro uomo su di te: il miglior profumo che tu possa indossare.
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Quella sera eravamo tutti un po’ su di giri.
- Mettiti qualcosa di… eccitante addosso!
Quasi ordino alla mia donna che sta seduta sul divano, dinanzi a noi, con le gambe completamente scoperte dalla gonna sollevata ad arte pochi minuti prima.
Lei si alza in silenzio e, dopo avermi lanciato un’occhiata maliziosa, va in camera. Quella frase è il segnale di “via libera” che utilizziamo tra noi.
Lei aveva invitato a cena quel suo amico di cui mi parlava spesso, uno che non disdegnava per niente l’idea di metterle le mani addosso. Per tutta la cena i doppi sensi, gli ammiccamenti si erano sprecati, ora era tempo di passare all’azione. In fondo volevo vedere quanto lei era disposta a lasciarsi andare e sin dove si sarebbe concessa.
Il tempo passa lento quando sei in spasmodica attesa.
- Ecco! Come sto con questo body? – domanda lei mentre varca la soglia.
- Un po’ troppo “accollato” ma è carino. – ammetto
Il suo amico ha un groppo in gola e non riesce a dire nulla, ha gli occhi fissi su di lei e la studia come se la vedesse per la prima volta. Questo mi lascia capire quanto sia riuscita a farsi desiderare e tutto il lavoro che ha fatto prima di portarlo in casa nostra. Lei sa come stimolare la fantasia e l’eccitazione di un uomo sino a fargli perdere ogni inibizione quando vuole esibirsi per il mio piacere.
La osservo e noto nel suo sguardo un principio d’eccitazione, è tutta la sera che aspetta il momento giusto per iniziare la sua danza e questo è finalmente arrivato. La invito sul divano mentre mi alzo per lasciarle il posto vicino al suo amico. Lei si siede, lo guarda, gli accarezza una coscia poi lo bacia sulle labbra prima di stendersi ed aprire le gambe a lui.
Lei si scosta il sottile lembo di tessuto che ricopre il pube e mette si mette in mostra. Lui è tentato di allungare una mano, ha compreso il gioco nel quale si è ritrovato protagonista insieme a lei, ma è ancora titubante. Solo quando volge lo sguardo nella mia direzione e mi vede armeggiare con un apparecchio fotografico ha la certezza di quanto aveva solo sospettato sino a quel momento.
Accettato il nostro gioco allunga una mano verso il pube della mia donna sempre più disponibile, n’accarezza le labbra a lungo e studia il viso di lei prima di spingere un dito al suo interno.
Lei sospira finalmente appagata, si apre ancora di più e lo incita a muovere la mano mentre mi guarda fisso negli occhi.
Appagata da questo promettente inizio si slaccia il body da dietro mentre invita l’uomo a spogliarsi, poi se lo cala in vita scoprendo il seno. Si volta ed appoggia la testa sul bacino del suo amante mentre spinge in alto il seno per metterlo in mostra ed incitare le inevitabili carezze.
Le piace farsi toccare, spremere il seno prima di unirsi ad un uomo.
È decisa. Lui l’ha accarezzata bene ed è ora di lasciargli intendere cosa seguirà, il piacere che lei saprà dargli: volta il viso e prende tra le labbra il membro per succhiarlo e stimolarlo con la lingua. Lei è abilissima in questa pratica, più di una volta si è ritrovata con il viso imbrattato da un uomo che non ha saputo resistere ai suoi preliminari, però non si limita mai, succhia sempre mettendoci l’anima. Le piace sentire sulla lingua i fremiti di piacere di un glande eccitato da lei.
Ha voglia.
Si muove e si sistema con le gambe intorno al busto dell’uomo, prende il membro e se lo accompagna alla vagina mentre controlla l’angolazione del pube. Non ha atteso un mio consenso, sa giù d’averlo. Si spinge contro l’uomo e si fa penetrare, il suo ventre si adatta alla nuova presenza che entra in lei e le trasmette un intenso piacere. Si muove in modo da farlo scorrere, lo vuole sentire, apprezzare, godere.
- Prendimi da dietro! – la sento implorare sotto voce mentre si volta.
Si sposta e si mette carponi sul divano, solleva il sedere ed attende. Lui non la delude e presto si ritrova a spingere il membro dentro di lei. La vedo aprire sempre più le gambe, come se volesse sezionare il proprio corpo in modo da consentirgli di arrivare sino in gola. Si sta dando senza ritegno, non pareva così eccitata durante la cena, qualcosa deve averla stimolata. Cinge con due dita il pene come per valutarne le dimensioni, come se fosse già tanto aperta da non sentirlo più dentro il ventre.
Lei ha un fremito violento, inarca la schiena poi si porta in avanti e lo fa uscire. Velocemente, senza dire una parola si siede sul divano e spalanca le gambe. Lui la prende nuovamente, capisce dal suo sguardo ciò che desidera e attacca con un ritmo intenso la monta.
Era questo che voleva lei, ora sta godendo. Il suo ventre si gonfia e rilassa a tempo con le spinte dell’uomo, ho come l’impressione che non ci stia tutto dentro di lei e questo fa gonfiare il ventre. Il seno sobbalza aritmicamente, non riesce a tenere il tempo delle spinte sempre più veloci e profonde.
La sta sfondando!
Osservo sempre più eccitato dallo spettacolo che mi regala il corpo della mia donna.
Lei raggiunge un improvviso orgasmo, s’inarca e spinge il pube contro di lui, cerca degli affondi ancora più violenti se possibile. Quando gode in quel modo vuole sentirsi violentata, stuprata, dal suo amante.
Solleva una gamba e l’appoggia sul petto dell’uomo, lo spinge via mentre ancora sta godendo, poi si lancia con la bocca aperta sul membro nel preciso istante in cui lui viene. Aspira il suo seme, lo ingoia, lo assapora, poi si lascia crollare esausta sul divano. Chiude gli occhi e pare perda conoscenza. Io so che ora sta ricordando e memorizzando tutto quanto, ogni istante, ogni singolo stimolo della serata per farne buon uso dopo, con me.
Quella sera ti guardavo, ti osservavo, scrutavo, spiavo… a pochi metri da te.
Eri finalmente libera di fare ciò che volevi, senza limiti, davanti a me con il tuo amante.
Il percorso era stato lungo, tanti discorsi, tante bugie, tanti sotterfugi… poi la chiarezza: avevi ammesso di avere una relazione (finalmente).
Quando hai visto la mia reazione alla notizia hai compreso che non scherzavo quando affermavo di voler vedere come facevi sesso con un altro e, nel caso, di unirmi a voi, per il tuo piacere.
Quella sera mentre osservavo come ti spogliavi davanti a lui, ripensavo alle tue parole, alla tua richiesta di non intervenire per quella volta. Dovevo limitarmi ad osservare. Ero convinto che non saresti andata sino in fondo, ero certo che non saresti riuscita a farti scopare davanti ai miei occhi.
Mentre ti levavi gli slip mi volgevi le spalle, ma sapevo che eri conscia della mia presenza, lo capivo da come tentavi di spostare lo sguardo nella mia direzione senza farti notare, eri combattuta tra bisogno di cogliere l’eccitazione negli occhi del tuo amante e la curiosità di carpire le mie emozioni.
Sei salita su di lui, sulle sue ginocchia. Eri praticamente nuda, le sue mani scorrevano delicate sulla tua morbida pelle, timide di spingersi verso la tua intimità. Ero ancora dubbioso, incerto, sulla tua determinazione.
Invece gli hai afferrato il membro, te lo sei guidato verso il pube, lo hai strofinato per un attimo sulle labbra già umide, quindi sei scesa lentamente facendoti penetrare da lui.
Ho visto il suo membro sparire dentro di te. Lo hai accolto tutto mentre emettevi un delicato gemito di piacere, ti sei spinta in basso per farti penetrare a fondo e insistevi come se non ti bastasse.
Non so spiegare le mie emozioni in quel momento, guardavo la tua vulva aperta intorno a quel membro, ti sapevo piena di lui ma non provavo gelosia. Forse solo un leggero dolore per la prova definitiva della tua infedeltà. Poi è arrivata prepotente l’eccitazione, allora mi sono scoperto a desiderare che non ti fermassi, volevo vederti godere. Mi stavi mostrando quanto sapevi essere femmina e quanto il tuo intero essere fosse votato al sesso, eri magnifica... sei magnifica quando scopi, anche se lo fai con un altro. Anzi, in queste occasioni posso vedere come sei realmente senza che i miei sensi siano obnubilati dal piacere che sa donare il tuo corpo.
Hai iniziato a muoverti, salivi e scendevi, eri eccitata, forse troppo eccitata a giudicare da quanti umori lasciavi sull’asta di carne che scorreva dentro di te. So che stavi godendo, me lo dicevano i tuo gemiti, il tuo respiro, il tuo corpo.
Non hai cambiato molte posizioni, sei venuta quasi subito.
Un orgasmo intenso, apparentemente lunghissimo. Ti sei dimenata in preda al piacere, lo hai cavalcato sempre più veloce. Pareva volessi farti aprire definitivamente da lui tanto scendevi veloce.
Poi quel gioco è finito e ne sono iniziati altri.
Ma c’è una cosa che non ti ho mai detto.
Perché, quella sera, hai deciso di far venire il tuo amante con le labbra e la lingua invece di farti riempire il ventre da lui?
So che lo avevi già preso sino in fondo, so che ami sentire il seme che si spande nel tuo ventre così come ami il contatto della carne dentro di te. Quella sera, e non solo quella sera, lo avevi preso senza alcuna precauzione, senza il profilattico.
La prossima volta spingiti veramente sino in fondo: fatti riempire!
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Sei lì, semisdraiata sul divano, con la gonna sollevata in vita, la camicetta slacciata ed il reggipetto alzato sopra il seno. Hai le gambe aperte in modo osceno e mi osservi mentre mi ricompongo. Lentamente ti massaggi il ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento.
Un rivolo di seme cola lentamente dalle labbra della vagina depilata con cura. Sei bellissima con i capelli disordinatamente sparsi sul viso ancora atteggiato in una smorfia di piacere.
Ti sei fatta letteralmente sbattere incitandomi a muovermi sempre più veloce e a fondo dentro di te, volevi sentirti aprire e penso d’averlo fatto quando ti ho strappato delle smorfie di dolore.
Più spingevo con foga, più ti vedevo godere e gemevi sovrastando l’audio del video che ti mostrava in tutta la tua perversa bellezza poche ore prima.
Ti scopavo mentre tu scopavi nel video, ti sentivo godere mentre godevi anche nel video, entravo in te spingendo a fondo mentre tu, nel video, scendevi aprendoti completamente sul membro di un altro.
Quando sono entrato in casa non ha detto altro che: “Guarda!”. E mi hai condotto davanti alla tv.
Nel video eri vestita allo stesso modo, identici orpelli che usi quando mascheri la tua magnifica pelle. Eri abbracciata ad un uomo e lo baciavi, nella nostra camera.
Non parlavi, osservavi il video in silenzio ma sentivo il tuo respiro accelerare quando la scena mostrava le mani dell’uomo infilarsi sotto la corta gonna per stringere con forza le natiche. Ti lasciavi toccare, frugare, scoprire intimamente, senza protestare ma nemmeno lo incitavi. Eri un pupazzo nelle sue mani, un essere inanimato che plasmava la sua carne contro quelle mani. Ti lasciavi fare tutto e questo dimostrava la tua completa disponibilità.
Ti sei fatta spogliare, sfilare la gonna, aprire la camicetta e slacciare il reggiseno; quindi ti sei allontanata da lui ed hai sfilato il tanga e, dopo aver sistemato le calze, ti sei seduta sul letto nell’attesa.
Lo hai preso tra le labbra, sino in gola, più volte. Succhiavi con passione ora che avevi abbandonato parte della passività di prima. Vedevo lui fremere, lo facevi godere troppo. Dalle guance incavate capivo con quale intensità lo stimolavi.
A questo punto hai voluto, al mio fianco sul divano, che ti toccassi: hai preso la mia mano e te la sei portata tra le cosce. Erano calde, umide di sudore. Non portavi gli slip, le labbra della vagina ancora più bagnate profumavano di sesso. Volevo parlare con te, farmi descrivere nei dettagli di là del video cosa avevi provato, ma mi hai fatto tacere.
Ora l’immagine sullo schermo ti riprendeva sopra di lui. Ti muovevi lenta e languida. Chinata in avanti lo baciavi mentre le anche si muovevano. Lo tenevi dentro, lo volevi sentire a fondo nel ventre prima d’iniziare a cavalcarlo.
Soddisfatta hai raddrizzato la schiena ed, appoggiando le mani sul suo petto, hai preso a muoverti con più vigore. Ti sollevavi e poi scendevi ancheggiando allo stesso tempo, spingevi avanti il bacino per poi tornare indietro. Godevi! Si poteva comprendere dai tuoi gemiti e da come reclinavi la testa all’indietro.
Non ho resistito e ti ho chiesto: “Dove?”
Tu hai capito subito cosa intendevo, hai aperto le gambe e mi hai mostrato le calze autoreggenti macchiate nell’interno coscia.
Allora sono sceso dal divano, mi sono inginocchiato dinanzi a te e mi sono aperto i calzoni. Ero eccitato al massimo, ti ho presa subito e tu mi hai accolto dentro senza difficoltà. Eri più eccitata di me nonostante il recente amplesso. Dentro eri calda, umida, perfettamente lubrificata. Forse troppo lubrificata, non erano solo i tuoi umori quelli che mi facevano scivolare dolcemente in te, c’era qualcosa d’altro. Forse il seme dell’altro uomo ancora vivo nel tuo ventre.
Ti ho scopata e ti ho riempita, strappandoti un altro orgasmo in tempo per vedere il termine di quel video; mentre ti sollevavi da lui lentamente ed il suo membro, oramai stanco e rilassato, rilasciava un po’ di seme sulle calze.
Sei fantastica!
Questo video si aggiunge alla nostra collezione, è la testimonianza di quanto sai essere femmina
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